martedì 11 marzo 2008

Placido Rizzotto e i beni confiscati



Si è conclusa la due giorni per ricordare il 60° anniversario dell’assassinio di Placido Rizzotto. Il tema è stato quello dei beni confiscati alla mafia. Quale luogo poteva essere più idoneo della sede della Cooperativa Lavoro e non solo che è un bene confiscato alla mafia. Coordinatore è stato il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro che ha dato la parola all’onorevole Lumia, che ha voluto tra l’altro rimarcare ai presenti la non convenienza della mafia. Poi il saluto del nipote di Placido Rizzotto che si chiama come lo zio. Mentre il padrone di casa Parisi della Cooperativa Lavoro e non solo, dopo avere fatto una cronistoria della cooperativa, ha rimarcato i numerosi problemi che si devono affrontare per gestire i beni confiscati alla mafia come il credito, la burocrazia che rende improduttivi i terreni. Si auspicava che nella prossima legislatura possa essere modificata la legislazione con le proposte che negli anni le associazioni hanno presentato. Poi Faraone Presidente della Cooperativa Placido Rizzotto ha detto che le cooperative che lavorano i terreni confiscati vogliono dimostrare che i giovani di questo territorio possono realizzarsi con l’aiuto dello Stato a fare impresa legale. In fondo cerchiamo di realizzare il sogno di Rizzotto e di tutti coloro che hanno dato la vita. Bella la testimonianza della figlia di Nicola Azoti, altro sindacalista ucciso dalla mafia nel 1946. L’altro Presidente della Cooperativa Pio La Torre Gibiino. Ha voluto lanciare un messaggio forte ai ragazzi e cioè di non permettere a nessuno di annullare i loro sogni. Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana ha fatto testimonianza del progetto Liberarci dalle spine che in questi anni è stato un progetto fondamentale per la Lavoro e non solo. Ma si è augurato che quest’anno possano esserci accanto ai giovani volontari toscani anche i giovani siciliani. Umberto Di Maggio di Libera Palermo ha ricordato che importante è la memoria e l’impegno. Ricordando che il 15 marzo migliaia di persone andranno a Bari per ricordare le vittime delle mafie. Ha anche sottolineato che anche da Corleone partirà un pulman con il gonfalone del Comune di Corleone e delle associazioni di Corleone tra cui il circolo Arci Corleone Dialogos. L’impegno è quello di queste cooperative che lavorano i beni confiscati. Pippo Cipriani ex Sindaco di Corleone ha sottolineato le carenze legislative auspicando un impegno anche della Regione Siciliana in questo senso. Anche il Sindaco Iannazzo ha sottolineato la necessità di alcune importanti modifiche legislative e ha sottolineato l’importanza di andare a Bari. Ha chiuso il dibattito Maurizio Calà della Camera del Lavoro di Palermo che ha detto che nella lotta alla mafia ci vuole pancia (sviluppo), cuore (passione e crederci), cervello (cultura della legalità).

Giuseppe Crapisi

1 commento:

alfonso ha detto...

Intercettazioni, Forleo rinviata a giudizio
Sarà "processata" il 27 giugno dalla sezione disciplinare del Csm. Lo ha deciso il Pg di Cassazione


Clementina Forleo (Tam Tam)
ROMA - Rinvio a giudizio davanti alla sezione disciplinare del Csm per il Gip di Milano Clementina Forleo in relazione all'ordinanza con la quale aveva chiesto alle Camere l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D'Alema, per la vicenda Unipol. Lo ha disposto la procura generale della Cassazione.

«ABNORMITA' DEL PROVVEDIMENTO» - L'udienza pubblica a Palazzo dei Marescialli è fissata per il 27 giugno. Al magistrato nel capo di incolpazione si contesta «l'abnormità del provvedimento - ha spiegato il procuratore di Asti, Maurizio Laudi, che assisterà Forleo nel giudizio - perchè avrebbe anticipato una sorta di valutazioni di responsabilità di parlamentari che non erano iscritti nel registro degli indagati». Forleo avrebbe «esorbitato dalle motivazioni del provvedimento».

"CASO COMPLOTTI" - Non si è ancora concluso, intanto l'iter del "caso" che riguarda la Forleo in Prima commissione al Csm. Chiusa l’istruttoria dell’inchiesta avviata dai consiglieri di Palazzo dei Marescialli per le dichiarazioni con le quali il gip di Milano denunciò presunti complotti per bloccare le inchieste sulle scalate bancarie, ora la Commissione attende che il suo difensore depositi la memoria: un documento che, anticipa Laudi, dovrebbe essere pronto «entro la prossima settimana o dopo le feste di Pasqua». Per questo è probabile che slitti ai primi di aprile la decisione se proporre o meno al plenum la richiesta di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale del gip milanese.


12 marzo 2008

da Corsera del 12 marzo.

(per quanto riguarda Mastella e il suo coinvolgimrnto nell'inchiesta Whi Not, il procuratore generale di Catanzaro ha già chiesto l'archiviazione, dopo che naturalmente l'inchiesta era stata sottratta a De Magistris. Così finisce chi vorrebbe mettere sotto accusa i potenti, sessant'anni dopo la morte di Placido Rizzotto. Commemoriamo Rizzotto ma riflettiamo su quanto avviene, oggi, nei Palazzi.)