giovedì 27 marzo 2008

La Sicilia e il sistema clientelare


I siciliani il 13-14 Aprile saranno chiamati all’election day per votare i propri rappresentanti a livello regionale e nazionale. In Sicilia è quasi certo che non cambierà nulla, la Sicilia rimane la cassaforte preziosa del centro-destra. A chi non è siciliano tutto ciò può sembrare assurdo. Infatti, la Sicilia è una delle regioni più sottosviluppate d’Europa eppure non solo gode di un bilancio invidiato da tutte le regioni, in quanto grazie allo Statuto Speciale la gran parte dei tributi rimangono qui ma gode di apposite misure europee che finanziano progetti per favorire quelle regioni sottosviluppate come la Sicilia. Questa regione da sempre, tranne alcune parentesi, è stata amministrata dalla DC prima e dal centro-destra negli ultimi decenni. Ma come è possibile tutto ciò? Si premia sempre la classe politica che ci mantiene nel sottosviluppo? La spiegazione teorica sta nel fatto che in Sicilia la politica non opera indirizzando il sistema verso politiche regolative che portano ad investimenti e a politiche di sviluppo generali, ma la politica basa la sua politica e il suo consenso con una politica distributiva. Cioè distribuisce e sperpera risorse economiche che alimentano il sistema politico-clientelare. Di fronte al potere politico c’è il singolo cittadino-elettore e quindi la forza è impari. Non ci sono diritti e doveri. Ma ci sono favori e scambi. Quando allora i siciliani votano pensano a chi offre di più, a chi offre più promesse a chi ha dato di più a loro e non pensano minimamente all’interesse generale. La miniera clientelare è formata dal settore della sanità dove ogni assunzione è fatta attraverso interessamento della politica che sceglie i dirigenti, che da i finanziamenti alle varie cliniche private, poi c’è tutto il settore della formazione, poi tutto il sistema degli appalti, cioè tutto il sistema è basato su una politica clientelare. Ecco in parte spiegato ciò che succede in Sicilia ed ecco perché in Sicilia rispetto alle risorse che entrano non si creano investimenti e quindi sviluppo ed ecco perché c’è una macchina burocratica elefantiaca che è inefficiente. Tutto creato per creare precarietà ed alimentare il bacino elettorale. In tutto questo pensate che entra e si infiltra la mafia, che trova terreno fertile ed ecco che il cocktail è fatto. In Sicilia il voto si vende per una promessa e capita che si venda anche per un piatto di pasta. Qual è la soluzione? Prima deve cambiare l’elettorato e poi cambierà la classe politica oppure non c’è ahimè soluzione e resteremo sempre sottosviluppati.

Giuseppe Crapisi

4 commenti:

alfonso ha detto...

Beh, allora diamo un aiutino all'"elettorato" ricordando alcuni nomi.. tanto per cominciare quelli dei 54 deputati all'ARS che respinsero la mozione di sfiducia a Salvatore Cuffaro condannato a 5 anni di reclusione e interdetto dai Pubblici Uffici per favoreggiamento a esponenti della mafia:
1. Adamo Giulia (FI) 2. Antinoro Antonio (UDC)
3. Ardizzone Giovanni (UDC) 4. Aulicino Armando (MPA)
5. Basile Giuseppe Mario (MPA) 6. Beninati Antonino Angelo (FI)
7. Cappadona Nunzio (UDC) 8. Caputo Salvino (AN)
9. Cascio Francesco (FI) 10. Cimino Michele (FI)
11. Cintola Salvatore (UDC) 12. Confalone Giancarlo (FI)
13. Cristaldi Nicolò (AN) 14. Cristaudo Giovanni (FI)
15. Currenti Carmelo (AN) 16. D’Aquino Antonio (FI)
17. D’Asero Antonino (FI) 18. De Luca Cateno (Misto)
19. Di Mauro Giovanni (MPA) 20. Dina Antonino (UDC)
21. Fagone Fausto Maria (UDC) 22. Falzone Dario (AN)
23. Fleres Salvatore (FI) 24. Formica Santi (AN)
25. Gennuso Giuseppe (MPA) 26. Gianni Giuseppe (UDC)
27. Granata Giancarlo (AN) 28. Incardona Carmelo (AN)
29. Leanza Edoardo (FI) 30. Leanza Nicola (MPA)
31. Leontini Innocenzo (FI) 32. Limoli Giuseppe (FI)
33. Lo Porto Guido (AN) 34. Lombardo Angelo (MPA)
35. Maira Raimondo Luigi Bruno (UDC) 36. Mancuso Fabio Maria (UDC)
37. Maniscalco Nunzio Giuseppe (Misto) 38. Miccichè Gianfranco (FI)
39. Misuraca Salvatore (FI) 40. Pagano Alessandro (FI)
41. Parlavecchio Mario (UDC) 42. Pogliese Salvatore Domenico (AN)
43. Ragusa Orazio (UDC) 44. Regina Francesco Domenico (UDC)
45. Rizzotto Antonino (MPA) 46. Ruggirello Paolo (MPA)
47. Sanzarello Sebastiano (UDC) 48. Savarino Giuseppa (UDC)
49. Savona Riccardo (UDC) 50. Scoma Francesco (FI)
51. Stancanelli Raffaele (AN) 52. Terrana Decio (UDC)
53. Turano Girolamo (UDC) 54. Vicari Simona (FI)

Alfonso Picciullo

Antonia Arcuri ha detto...

La classe politica siciliana al potere, per buona parte affaristica e collusa, cambierà quando le persone che la eleggono, prenderanno coscienza. Chi elegge chi?
Non si è ancora capito che il danno è dilagante e investe tutti.
La camorra a Napoli fa affari con i rifiuti tossici, depositandoli ovunque e inquinando il terreno fino alle falde acquifere.Siamo tutti avvelenati, anche loro, cioè i camorristi, stupidi e sciacalli.
La mafia in Sicilia specula, ricicla, traffica con tutto, costruisce ponti di burro con cemento armato inesistente, inquina
l'aria, l'acqua, la terra.
Poi, a volte ti dà qualcosa: Che te ne fai?, è cosa marcia!
Se cominciassimo a scrivere cartelli così!
Antonia Arcuri

alfonso ha detto...

Buongiorno ,

Gentili telespettatori,
Vi comunichiamo che Report andrà in onda domenica 30 Marzo alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata si intitola “A FONDO PERDUTO” di Sigfrido Ranucci.
Segue Sinossi:
La legge 488 del 1992 ha sostituito la Cassa del Mezzogiorno, nell’intenzione c’era la volontà, destinando contributi a fondo perduto, in parte nazionali e in parte comunitari, di portare le zone più depresse del Paese a livello di quelle più progredite d’Europa.
In oltre 10 anni lo Stato ha messo sul piatto circa 80 miliardi di euro a fondo perduto e ha finanziato oltre 41.000 progetti.
Ma i risultati non sono stati quelli sperati, la Calabria per esempio è la regione italiana ad avere il triste primato delle frodi comunitarie. Nel solo 2007, ben il 37% sono avvenute in Calabria.
La 488 era nata con l’idea di sostituire i cosiddetti interventi "a pioggia" attraverso bandi di gara più rigorosi. In effetti i fondi hanno finanziato progetti e imprenditori sani, ma sono finiti anche nelle mani di truffatori e della criminalità organizzata.
E questo perchè la legge per concedere i fondi non chiede altro che il certificato antimafia, che spesso viene aggirato grazie all’uso di prestanome. Nell’inchiesta si dimostra anche che dietro l’erogazione dei fondi pubblici si nasconde spesso una regia fatta da consulenti vicini ai poteri economici e politici.
La Goodnews di questa settimana si intitola “LEZIONE DI DIRITTO” di Giuliano Marrucci.
Per fare in modo che diminuisca sempre di più la distanza tra il diritto scritto e quello effettivo è nata un’associazione dal nome “L’Altro Diritto”, composta da studenti, ricercatori, professori e avvocati che hanno scelto di operare a titolo volontario all’interno del carcere di Sollicciano.

Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 120 piattaforma
Sky nei seguenti giorni:
Lunedì 31/03 alle 10.00 e alle 21.00
Mercoledì 02/04 alle 24.00
Venerdì 04/04 alle 04.15
Vi ricordiamo che sul nostro sito www.report.rai.it potete trovare la trascrizione integrale dei testi ed i video delle nostre inchieste.

Buona Visione!
La Redazione

Libellula ha detto...

Salve a tutti, intanto penso che non ci sia bisogno in questo contesto di rifilare la lista di gente che ha già fatto sosta all'ARS. Infatti , mi pare di aver capito che nell'articolo pubblicato da Dialogos
"La Sicilia e il Sistema Clientelare" si evincesse a chiare lettere che il clientelismo nell'elettorato la fa da padroni...
per cui , visto che i nomi sono sempre gli stessi , non cambierà mai nulla.Qui trova la spiegazione della forza impari in cui il cittadino - elettore viene a trovarsi. Molti dei candidati sopracitati, non lasceranno mai il potere nè tantomeno l'opportunità di essere eletti visto che il potere ormai è così radicato che solo un Diluvio Universale potrebbe cacciare via i ladroni che tengono ben saldi le fila dell'economia siciliana.
Il cittadino - elettore ha una grande arma con se , il voto, ma non può utilizzarlo al meglio perchè lo Stato non lo tutela e perchè lo Stato è rappresentato proprio da un sistema di burattinai che tengono per le fila i burattini, che in fondo siamo noi...!