sabato 23 febbraio 2008

Seminando Vita e Libertà


Seminano sono uomini e donne che spargono intorno anche tra le pietre nell’acqua ovunque Sperano Solchi profondi scavati con le mani bagnati dal sudore e dalle lacrime Seminano Sono donne e uomini che spargono intorno speranza e libertà.(A.Arcuri)

Il numero di Gennaio 2008 dei Quaderni di Satyāgraha, dal titolo Seminando Vita e Libertà, in una duplice versione, spagnola e italiana, è dedicato a tutte le donne e tutti gli uomini, che, in Colombia e nel resto del pianeta, stanno costruendo un mondo diverso, seminando quotidianamente vita e dignità. Nella prefazione di Rocco Altieri, La Forza della solidarietà internazionale, viene raccontato l’incontro con Rubén, il curatore del quaderno, e l’animatore del progetto di sostegno e solidarietà con le comunità di pace della Colombia. “Gli articoli del quaderno, afferma Rocco Altieri, per la verità, non si soffermano molto sulla denuncia della responsabilità diretta dell’Occidente nella violenza perpetrata in Colombia. I vari interventi preferiscono la testimonianza, l’analisi locale e regionale, manifestando ammirazione e solidarietà per la resistenza nonviolenta delle popolazioni contadine della Colombia. Allora è compito del direttore della rivista innalzare questo atto di accusa.(…) Nei territori colombiani delle comunità di pace si sta consumando in questi anni, nel modo più cruento, la guerra secolare contro le campagne, per togliere alle economie di sussistenza la possibilità di soddisfare i bisogni fondamentali delle popolazioni contadine, e renderle dipendenti dal mercato, soggette a un ulteriore sfruttamento neo-coloniale.” Il libro si compone di piccoli saggi, di vari autori, ognuno dei quali descrive e analizza la situazione colombiana. In questo articolo viene riportata, in sintesi, l’analisi di Johan Galtung dal titolo: Colombia. La Prospettiva di Trascend, diagnosi, prognosi, terapia. Johan Galtung, nato a Oslo nel 1930, viene descritto, nella nota introduttiva di Rocco Altieri, come il grande fondatore, a livello mondiale, degli studi per la pace e come esperto mediatore di conflitti interstatali. Amico di Danilo Dolci, venne in Sicilia per sostenere l’opera nonviolenta del Gandhi siciliano, il quale negli anni sessanta stava portando avanti un programma di denunce e azioni di protesta per combattere la violenza mafiosa. Trascend è un’organizzazione, da lui creata, che si propone di diffondere il metodo della trasformazione dei conflitti con gli strumenti della nonviolenza. L’approccio, al conflitto, di Galtung si può paragonare a quello di un medico, il quale individua i sintomi, ne analizza le cause e poi indica una terapia. Nella diagnosi dei mali della Colombia egli individua: -Un potere altamente gerarchico e sfruttatore composto dal clero, dai latifondisti e dai militari. -Un sistema bipartitico che è incapace di assorbire nello spazio pubblico e nel dibattito politico, la democrazia sociale, le istanze dei verdi, il comunismo e il fascismo dei paramilitari. -Una dissoluzione delle norme, dei valori e della cultura sociale, che si traduce in una impunità della violenza. Nella prognosi afferma che: -La violenza, purtroppo, potrà ulteriormente svilupparsi, poiché i militari e la polizia, fanno parte del problema piuttosto che la soluzione. -Potrebbe anche verificarsi un intervento esterno degli Stati Uniti, per esempio, che per giustificare l’intervento armato direbbe che vuole sterminare il narco-traffico o la guerriglia di sinistra, il cui risultato potrebbe essere una palude, come quella del Vietnam. Per la terapia propone di: - Ricreare un senso di norme vincolanti e valori; compito che può essere svolto dalla chiesa militante, dalla famiglia e dalla scuola. - Aumentare la capacità di risolvere i conflitti, dare potere alle donne, ai giovani come operatori di conflitto e di pace. - Introdurre l’educazione alla pace e ai conflitti, nelle scuole. - Introdurre il giornalismo di pace nei media. - Creare zone pacifiche senza armi, basate su confederazioni di municipalità. - Promuovere il business (come il caffè) seguendo le linee moderne di un più alto ritorno per i lavoratori/produttori. - Stabilire economie di sussistenza basate sul micro-credito, tecnologie appropriate, cooperative… - Creare livelli di sicurezza interna più elevati riqualificando la polizia e l’esercito - Usare i diritti umani, inclusi i diritti economici, sociali e culturali, come linee guida morali per una democrazia vibrante.

(Sembrando Vida Y Dignidad, La comunità di pace di San José de Apartadò: 10 anni di resistenza non violenta alla guerra, Quaderni di Satyăgraha,GhandiEdizioni)

Antonia Arcuri

1 commento:

Redazione Dialogos ha detto...

Cara Antonia io sono tra coloro i quali credono fermamente nei diritti umani, nella pace, ma sono tra quelli che credono nell'uso della forza. Appena avrò tempo voglio approfondire le teorie pacifiste ma fino ad oggi non mi convincono. Bella la tua riflessione che ci riporta fuori dalla Sicilia

Giuseppe Crapisi