venerdì 29 febbraio 2008

Dialogos, il circolo e le nostre foto

Da tempo ormai siamo sulla "piazza" e come ha scritto Giuseppe siamo stati in continua evoluzione. Dall' esperienza di Oltre il Muro è nato Dialogos e poi la costituzione del Circolo Arci "Dialogos".
Ci pare giusto farvi sapere chi siamo e far vedere le nostre facce (almeno dei componenti storici )... anche se non abbiamo le foto di tutti.


Inoltre ci sono i nostri amati collaboratori: Antonia Arcuri, Santo Lombino, Lorena Pecorella, Marta Pinzolo, Consuelo Bianchelli, Giuseppe Geraci, Emanuele Matteini, Giuseppe Radosta, Antonio Cavallino, Federica Ghiani.

Spero non dimenticare nessuno un grazie a tutti

Ciao a tutti


Francesco Milazzo

2 commenti:

Antonia Arcuri ha detto...

Cari soci e compagni di lavoro, vi invierò una mia foto, così potremo apparire tutti insieme sul portale.
L'esperienza di Dialogos, l'impegno civile e culturale e lo stare insieme a voi mi arricchiscono ogni giorno di più, e danno più forza alle mie convinzioni sull'importanza di lottare in nome della verità, della legalità,della nonviolenza.
Antonia Arcuri

alfonso ha detto...

Prima la firma in caserma, poi insieme ai familiari a spasso per la città
Il sindaco incredulo accusa: "La sua presenza ci mette in difficoltà"
Mafia, la sfida di Riina jr
A passeggio per Corleone
(da Repubblica)

Salvatore Riina
PALERMO - Il figlio del boss Riina, scarcerato ieri per decorrenza dei termini, ha trascorso il primo giorno di libertà passeggiando per Corleone insieme ai familiari. Ha sfidato lo sguardo incredulo di qualche compaesano, salutando con sorrisi e cenni della mano gli amici che non vedeva da sei anni, da quando fu arrestato per associazione mafiosa. Il sindaco Antonino Iannazzo non esita a definire "scoraggiante" l'episodio: "Saremmo stati ben felice se fosse andato a vivere da un'altra parte", ammette con rammarico. "La sua presenza in città ci mette in difficoltà. Sarà il test effettivo per capire se Corleone ha maturato gli anticorpi contro Cosa nostra. La città non è quella che lui ha lasciato anni fa. C'è stato un cambiamento profondo ed è maturata la consapevolezza del vantaggio della legalità"

Felpa celeste, jeans e piumino bianco griffato - lo stesso che indossava ieri all'uscita dal carcere di Sulmona in Abruzzo - Salvatore Riina, "Salvuccio", figlio di zu Totò e nipote di Leoluca Bagarella, ha camminato per le strade della "sua" Corleone a testa alta. Prima, nella caserma dei carabinieri dove era andato per firmare il libro dei vigilati, ha voluto conoscere il comandante della compagnia. Unici obblighi imposti al figlio del boss, la dimora a Corleone, il divieto di frequentare pregiudicati e la firma in caserma tre volte alla settimana.

La legge lo ha scarcerato per colpa della giustizia troppo lenta ma a lui non basta e annuncia ricorso alla corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Protesta contro un'inefficienza dell'apparato giudiziario che lo ha trattenuto in "carcerazione preventiva" troppo a lungo. "E' una violazione dei diritti dell'uomo", ha tuonato il suo avvocato Antonio Malagò.

Secondo i magistrati, Salvuccio "era diventato il nuovo punto di riferimento della famiglia Riina e protagonista della riorganizzazione della cosca che egli gestisce come una vera e propria impresa". Ma la Cassazione non ha fatto in tempo a valutare se rendere definitiva la precendente condanna a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa.

(29 febbraio 2008)