martedì 22 gennaio 2008

Lettere a Lucilio


“Nella tua lettera tocchi diversi piccoli problemi, ma ti soffermi su uno in particolare e vuoi che venga risolto.

Come cioè, abbiamo raggiunto la cognizione del bene e dell’onesto.

Per altri filosofi questi sono due concetti diversi, per noi soltanto distinti.

Ecco di che si tratta. Alcuni ritengono che il bene coincide con l’utile.

Perciò danno questo nome alla ricchezza, al vino, alle scarpe.

Tanto è scarso il valore che attribuiscono al bene e tanto in basso è sceso!

Per loro è onesto ciò che concorda con un giusto concetto di dovere, come prendersi cura del vecchio padre, aiutare l’amico povero, comportarsi con valore in una spedizione militare, parlare con saggezza e moderazione.

Per noi sono due cose distinte, ma con un unico fondamento.

E’ un bene solo ciò che è onesto, e l’onesto è senz’altro un bene.

Ritengo superfluo aggiungere quale differenze ci sia tra loro, dal momento che l’ho ripetuto spesso.

Dirò solo questo: noi non pensiamo sia un bene ciò di cui si può fare un cattivo uso; e tu vedi quanti fanno un cattivo uso della ricchezza, della nobiltà, della forza, (del potere, corsivo nostro).

(Seneca, Lettere a Lucilio, XX,120)



Antonia Arcuri

2 commenti:

Redazione Dialogos ha detto...

Credo che la lettera di Seneca proposta da Antonia, sia più che opportuna in questo momento.
Che dire, si commenta da sola...
Francesco Milazzo

Redazione Dialogos ha detto...

L'uso del potere e della ricchezza a tutti i costi anche per un cattivo uso bisognerebbe inviare questa lettera di Seneca a Presidente della Regione Cuffaro. Grazie Antonia

Giuseppe Crapisi