mercoledì 2 gennaio 2008

Mio nonno Mario

“ Mario francese viene ucciso il “6 gennaio 1978, era un cronista che lungi dal limitarsi a “leggere le carte”, investigava personalmente riuscendo ad acquisire informazioni di prima mano. Non era un ideologo, e quindi non aveva pregiudizi. Era un osservatore attento, rovistava tra i fatti più minuti, banali quasi, della cronaca palermitana. Si identificava a tal punto con il suo lavoro da accorrere sulla scena di un fatto di sangue anche se non sarebbe toccato a lui scriverne sul giornale. Aveva una memoria formidabile che gli consentiva di operare collegamenti, capace di far emergere imprevedibili squarci e inedite ricostruzioni che sulla carta diventavano storie. Ha tracciato della mafia degli anni ’70 un identikit minuto e persuasivo, sorprendentemente attuale…” E’ Silvia Francese che parla, descrivendo il nonno Mario. (…) “Silvia Quante cose appunti sul tuo taccuino: è pieno di scritte e scarabocchi a me incomprensibili, segni invisibili di una geniale follia; vedendo la mia faccia perplessa mi spieghi che ogni foglio è come una piccola tessera di un puzzle: presa singolarmente è assolutamente insignificante, ma se lentamente si cercano i pezzi simili e poi si comincia ad incastrarli, in modo da capire il loro posizionamento, alla fine si avrà un quadro chiaro e completo. Ed è questo che fai con il tuo lavoro: cerchi indizi, tessere da poter unire per capire cosa succede in questa tua amata terra martoriata dalla mafia. Quanto tempo passi nelle aule del tribunale, nelle stanze dei giudici e degli avvocati? E ormai loro ti conoscono: chiudono qualsiasi fascicolo si trovi sopra la loro scrivania perché ormai hanno capito che sei bravissimo a leggere anche i fogli sottosopra. Ragioni con la tua testa sempre. Cammini con i tuoi piedi, ascolti personalmente i testimoni dei fatti, non disdegni di chiedere agli stessi mafiosi che cosa ne pensino di loro. (…) Mario Francese quella tragica notte lasciò il giornale con il saluto di sempre: Uomini del Colorado vi saluto e me ne vado. Silvia Quella tragica notte, per quanti ti hanno conosciuto e amato,non sei morto. Tu vivi.”

Questo racconto di Silvia Francese, nipote di Mario Francese, fa parte di una raccolta collettanea dal titolo.” La scelta, Storie da ricordare, Novantacento, editore.

Antonia Arcuri

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