giovedì 31 gennaio 2008

Dopo Cuffaro un'altra Sicilia è possibile?

Con le dimissioni di Cuffaro si scioglierà l'Assemblea Regionale e ad Aprile saremo chiamati ad esprimere nuovamente il nostro voto per il rinnovo dei rappresentanti alla Regione Siciliana. Molti cittadini italiani che non sono siciliani giustamente ci dicono che i noi in verità volevano Cuffaro come Presidente della Regione ed infatti l'abbiamo votato quando già era molto prevedibile una sua condanna. Io posso dire che hanno pienamente ragione ma è pur vero che c'è un'altra parte di siciliani che credono e vogliono credere nella legalità, che credono che la sicilia può cambiare, che credono nella lotta alla mafia e quindi credono che non sia tollerabile che Cuffaro dopo una condanna potesse rimanere ancora Presidente della Regione Sicilia. Questa minoranza di cittadini siciliani confidiamo ancora nelle istituzioni democratiche dello Stato. Queste stavolta non ci hanno abbandonato, infatti, Cuffaro si è dimesso non perchè è un uomo responsabile, come lui dice oggi, ma solo perchè la Procura della Repubblica aveva inviato gli atti per la sua sospensione al Governo Prodi. Governo che viste le circostanze e sentiti i pareri legali ha avvertito, per lealtà istituzionale, lo stesso Cuffaro che immediatamente ha fatto convocare l'Assemblea Regionale per rassegnare le dimissioni. Una valutazione però va fatta, cioè in Sicilia il sistema democratico è profondamente malato. La politica affaristica-clientelare porta i cittadini ad essere sudditi di questo sistema, dove la mafia diventa parte integrante del sistema. La mafia pilota voti, elegge rappresentanti, fa assumere collusi nella Pubblica Amministrazione, ottiene appalti pubblici, gestisce parte della Sanità ecc... Siamo in un sistema oligarchico e nelle oligarchie difficilmente ci si ribella. Eppure la Sicilia da più di 60 anni è una regione a Statuto Speciale ciò significa principalmente un pozzo di soldi, ma la Sicilia invece di essere ricca è tra le più povere d'Europa. Un paradosso? No è perchè il sistema è malato. Quando noi diciamo che Cuffaro non può rappresentare la Sicilia lo diciamo perchè siamo quella parte di siciliani che ancora credono che bisogna vergognarsi di essere siciliani se un Presidente della Regione viene condannato per avere favorito singoli mafiosi e per avere fatto uscire notizie su indagini in corso. La lotta qui è quotidiana ma lo Stato con la magistratura e con il governo questa volta non ci hanno abbandonato. Adesso ad Aprile ci saranno le elezioni. Nel centro-destra già ci sono le corse per la poltrona, ma anche nel centro-sinistra ci sono le prime spaccature. Io credo che il centro-sinistra deve smettere di giocare con primarie false che fanno perdere tempo e deve puntare su Rita Borsellino. Puntare sulla Borsellino da subito senza indecisione e fare una buona campagna elettorale. Ma ahimè non credo questo avverrà. Poi i siciliani sceglieranno, con la speranza che la minoranza diventi maggioranza.

Giuseppe Crapisi

3 commenti:

la giustiziera della notte ha detto...

Non sono siciliana ma amo la Sicilia infinitamente. Posso solo lontanamente capire cosa significhi vivere in un luogo dominato dalla mafia, ma posso dire che i problemi della Sicilia sono problemi dell'Italia e tutti gli italiani onesti dovrebbero prendere seriamente in considerazione l'idea di combattere la mafia. Non sono solo i siciliani ad aver votato Cuffaro, ma anche gli italiani hanno votato Berlusconi e in tanti lo rivoteranno... l'Italia tutta è malata se mette a governare personaggi del genere. Personalmente sono assai sconfortata, ma penso che dobbiamo resistere, cercando di diffondere le nostre idee... forse non servirà a cambiare il paese, ma sicuramente servirà a noi a stare meglio.

Redazione Dialogos ha detto...

Condivido pienamente!

Giuseppe Crapisi

Stranistranieri ha detto...

La foto del giornalista picchiato dal figlio di Vitale, è comparsa su tutti i giornali grandi e piccoli e farà anche giri molto più lunghi. I colpi inferti alla mafia grazie anche al governo Prodi, speriamo non siano vanificati dagli squali che si stanno profilando all'orizzonte.