sabato 8 dicembre 2007

La costruzione della Real Casina di Ficuzza /2


All’interno della Real Casina, l’ambiente più prestigioso era costituito dalla Cappella, inaugurata e benedetta solennemente nel Marzo del 1807.
“Le sobrie linee architettoniche vennero marcate da fasce, cornici, nicchioni, paraste, scanalate, capitelli ionici, plinti e basi con realizzazioni a stucco per opera di Giovanni Firriolo, artista noto per avere decorato nel 1794 il cappellone della chiesa di S. Antonio da Padova in Palermo”.
lle pareti della Cappella sembra che in origine fossero apposte pitture su tela, raffiguranti S. Vito, S. Isidoro e Santa Rosalia.
Tutto nel palazzo, comunque , rifletteva cura e ricercatezza.
Perfino gli infissi, interni ed esterni, furono oggetto di grande attenzione.
“Come prima operazione gli artigiani Francesco Scaduto e Francesco Bevilacqua sulle aperture esterne passavano una mano di olio di lino cotto (…)Sulle facce non esposte e negli infissi interni la preparazione consisteva in una mano di colla liquida prodotta dalla cottura prolungata delle ritaglie,ossia dei residui della lavorazione delle pelli che per contratto dovevano provenire direttamente da Genova. Su tale strato dovevano poi applicarsi cinque passate corpose di gesso con lustratura finale, terminando il lavoro con la coloritura a color ceneriglio, color di perla, di giallo santo. E simili con tre mani di colori con mischia di bianchetto, con acqua di rosa..”
I moti rivoluzionari del 1820 non risparmiarono tanta bellezza.
I rivoltosi, più che danneggiare vandalicamente, pensarono di saccheggiare tutto ciò che potesse avere un mercato.
Vennero trafugati mobili preziosi, arazzi, quadri, il tabernacolo della Cappella e l’altare di S. Isidoro, e tanto di più.
Nel 1822 iniziarono i lavori di riattamento. La previsione di spesa fu di 6444 onze.
Il cinque marzo del 1823, il violento terremoto che scosse tutta la Sicilia, produsse gravissimi danni anche al palazzo, che vennero riparati con profonde stuccature e con pietra viva.
Nel periodo compreso tra il luglio del 1823 e dicembre del 1824 l’amministrazione della Commenda pagò la somma di onze 294 a Francesco Ognibene per lavori di pittura di ornato e di figura.
Ognibene decorò la volta della camera da letto del re con gli emblemi dello zodiaco, figurine e volatili, stelle in oro e Febo nel centro.
Lavori di restauro e riparazioni furono effettuati anche dai successori di Ferdinando, per cui alla costituzione del Regno d’Italia la Reggia era ancora in ottimo stato.
Successivamente gli edifici passati sotto la giurisdizione statale, poi regionale, persero il loro splendore.
Tuttavia pare, che negli ultimi decenni del secolo scorso, siano stati effettuati interventi di consolidamento murario.
Ci si augura al più presto, affermano gli autori, che la cultura locale, insieme all’amministrazione, si assuma l’impegno di rendere collettivo e indifferibile il problema del recupero, restituendo un bene storico, così prezioso, a tutti i cittadini.

(Giovanni Fatta –Tiziana Campisi, La costruzione della Real Casina di Ficuzza in Il Barocco e la regione Corleone, a cura di Antonino Marchese, 1999)

Antonia Arcuri

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