mercoledì 26 dicembre 2007

Ishmael... e il nostro Natale

Il video dell' intervista a Ishmael Beah fatta da Fabio Fazio su Rai Tre


Il natale è passato , e ci prepariamo ad un nuovo anno e non so quanti di noi si sono fermati a riflettere sul periodo.

Come tutti noi la sera di natale ho assistito ad una delle scene più tristi , vista ovviamente dall’occhio di un’ adulto: la voracità e l’indifferenza dei bambini verso i regali, tantissimi regali che ricevono. Ne scartano uno che viene subito abbandonato, scartato il regalo seguente , scena ripetuta per 5,6,10 volte per poi cadere tutto nell’oblio e continuare a chiedere insistentemente , passato il natale, di altro ancora più bello e costoso.

Questa riflessione mi è ancora più amara , dopo avere letto un libro, “memorie di un bambino soldato” di Ishmael Beah, oggi ventisettenne della Sierra Leone che abita negli Stati Uniti.

Ishmael Beah nel 1993 al’età di 13 anni , era come tutti i bambini gli piace giocare , le musica in particolare il rap: un giorno non potè più tornare a casa perché la guerra era arrivata fulminea nel suo villaggio.

Da questo momento tutto cambia , non potendo tornare a casa con i suoi amici e i non riuscendo a ricongiungersi con i genitori scappano nella foresta dai guerriglieri e dagli animali . Ishmael per settimane vaga per la foresta e resta solo dopo essersi divisi a causa di un avvistamento da parte dei guerriglieri. Arrivati in un villaggio presidiato dall’esercito vengono arruolati come “bambini soldato” e li ritrova tanti dei suoi amici.

Quello che succede dopo sconcertante: Ishmael diventa capo squadra e con i suoi amici soldato uccide e tortura, sotto l’effetto di stupefacenti. A soli 13 anni

Fortunatamente dopo 3 anni viene “congedato forzatamente e inizia il suo cammino di recupero che lo porterà a 16 anni negli stati uniti dopo essere scappato da solo dalla sierra leone per la Guinea.

Intanto vi consiglio di leggere il libro perché è veramente incredibile , incredibile nel vero senso della parola.

Credo che ogni riflessione e commento su cosa “combinano i nostri bambini e i nostri adolescenti ” vada fatta personalmente magari dopo avere letto il libro.

Non dimentichiamo mai cosa accade nel mondo, non solo fame e miseria ma anche brutalità e ferocia di bambini “mutati e trasformati ” anche dalla nostra indifferenza.


Francesco Milazzo


1 commento:

Redazione Dialogos ha detto...

Caro Francesco hai ragione, per noi il natale ormai è quello imposto dal consumismo sfrenato. Credo che ci hai fatto riflettere! Ciao Fra

Giuseppe Crapisi