domenica 9 dicembre 2007

Corleone... e i suoi beni confiscati alla mafia


Corleone dietro di sé si porta quello che rappresenta, nel bene e nel male, e cioè essere la città che ha dato i natali ai “corleonesi” e nello stesso tempo la città che ha dato vita a persone, meno conosciute, che hanno combattuto e combattono contro la mafia. Se Corleone è stata tutto questo nel nostro paese, come in altri, ci sono stati investimenti della mafia, che in parte lo Stato, in questi anni, ha confiscato. Allora mi è venuta l'idea di vedere quali e quanti sono i beni immobili confiscati alla mafia a Corleone. Dalla lettura dei dati emerge che rispetto a Palermo ci sono stati da parte della mafia investimenti massicci nell'agricoltura, tra terreni e capannoni, anche se gli appartamenti non mancano. La cosa non stupisce, i corleonesi erano chiamati “Viddani e peri incritati” cioè contadini con i piedi fatti di terra, perchè erano considerati dalla mafia importante penalermitana contadini e ignoranti, ma per i corleonesi la terra, la roba, era qualcosa in più che il valore stesso del bene. La terra che una volta era dei nobili proprietari terrieri adesso era loro, la terra che produce cibo per mangiare aveva un significato importante per molti di loro che avevano conosciuto la fame e poi il fatto stesso di possedere era simbolo di potere. I dati li ho avuti perchè ho frequentato il corso sulla gestione dei beni confiscati alla mafia organizzato dalla Prefettura di Palermo. Lì ho avuto modo di avere la lista con i beni confiscati di tutta la Provincia di Palermo. La lista ci è stata data dall'associazione Libera che ha organizzato materialmente il corso. Anche se la lista non è aggiornata rimane un documento importantissimo. Ho inserito in due tabelle i beni confiscati destinati da quelli da destinare del Comune di Corleone. Quello che chiedo adesso al Comune di Corleone è di aggiornare tale tabelle con i dati odierni e di pubblicarli sul sito del Comune. Ma bisogna anche inserire a chi sono stati assegnati i beni confiscati affinchè si possa controllare come questi beni vengano utilizzati. Vi faccio un esempio, da due anni è stata affidata la Villa di Riina alla Guardia di Finanza eppure dopo tutti questi anni rimane un'immobile in disuso. Nello stesso tempo il Comune di Corleone non ha locali e paga numerosi affitti a privati cittadini per gli uffici tecnici. Non è assurdo? Insomma il nostro articolo vuole essere da incentivo, oltre al fatto che i dati forniti sono unici e importanti, affinchè ci sia piena trasparenza. Infatti, i beni confiscati devono essere affidati ad associazioni e cooperative che svolgono in questi beni attività rivolte al bene pubblico. Infine con tale pubblicizzazione si da notizie di quali beni ci sono, se ce ne sono ancora da assegnare ecc... Lo Stato in tutte le sue articolazioni non può permettersi di lasciare un bene confiscato alla mafia inutilizzato e chi lo utilizza lo deve fare per fini sociali, perchè altrimenti si da ai cittadini un cattivo esempio e cioè lo hanno tolto ai mafiosi però oggi o è abbandonato o viene gestito per fini personali. Speriamo che il Comune a breve si adopererà per pubblicare il materiale richiesto sul sito.

Giuseppe Crapisi

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