mercoledì 7 novembre 2007

Rom tra l'integrazione e la legge


Si ripropone con forza il problema degli stranieri ed in particolare dei rom, i cosiddetti zingari.

Innanzi tutto vogliamo riproporre a chi fosse interessato alla lettura due articoli usciti su Dialogos di Novembre 2006 e Gennaio 2007 sulla cultura Rom per capire, un po' meglio, questo popolo: da dove viene e dove è stato negli ultimi mille anni, capire le ragioni condivisibili o meno di alcuni comportamenti e modi di vivere che a noi appaiono come fuori dal mondo, come l’atto di mendicare e rubare.

Non voglio giustificare atti delinquenziali di nessun genere, però secondi me è sempre meglio conoscere l'altro per potere avere visione degli spazi e delle prospettive di dialogo e di integrazione eventualmente possibili.

Il decreto sicurezza, al voto nei prossimi giorni, che ha generato un polverone istituzional-legislativo, non può che essere un soluzione temporanea dell'emergenza.

Non sono un esperto di politica estera, quindi no so negli altri paesi cosa succede, ma l'Italia la vedo il paese delle leggi, di milioni di leggi, dei miliardi di cavilli dove tutto è confuso, dove non si sa bene chi deve fare cosa: basterebbe applicare le leggi o modificare le esistenti per raddrizzare un po' il tiro ed assicurando alla giustizia i delinquenti italiani e stranieri, magari il tutto in una salsa di Europa molto più politica oltre che meramente economica.

Spesso si parla di chi ruba e uccide ma non si parla mai di chi si integra come dimostra il caso di Pisa con un'iniziativa pubblica.

Pisa è esemplare perché i risultati sono eccezionali: nei campi vivevano 700 Rom, dieci-dodici anni fa. Solo due bambini erano scolarizzati. Il Comune si è incaricato di trovar loro lavoro e alloggi, scegliendo un mediatore per negoziare con i vicini. Appena emancipati, i Rom uscivano dal programma d’assistenza e i fondi servivano a integrare altri loro connazionali. Nel frattempo, si spingevano le famiglie a scolarizzare i figli. In dieci anni, 670 Rom su 700 sono stati inseriti, e tutti i bambini vanno a scuola. Certo la comunità in Italia è divisa: alcuni chiedono più campi, mentre i più vogliono superarli proprio perché il nomadismo è meno diffuso di quel che si dice: il 90 per cento dei Rom (140 mila nel 2005, in parte italiani) non sono camminanti bensì - da decenni – sedentari.

Di questi processi se ne devono attivare tanti altri e l'impegno profuso dalle amministrazioni pubbliche e dalla società civile deve essere continuo e costante associato ad una legislazione chiara che protegga gli italiani e popoli stranieri, come gli zingari, non dalle azioni giudiziarie ma dalle ondate xenofobe e razziste: infatti secondo studi dell'unione europea i rom sono il popolo più vessato da azioni razziste illegali e anche legalizzate mascherate da leggi in particolare nei paesi dell'est europa.

L'integrazione è la parola chiave.

Francesco Milazzo

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