mercoledì 21 novembre 2007

La violenza contro le donne:una guerra quotidiana senza confini e senza patrie

I desideri delle donne

Quando tutto intorno

è immerso in un respiro

profondo una voce

è un sussurro un passo

uno scalpiccio.

Con la spada poggiata

sul ventre nella mano

stringe uno scudo

una donna dorme.

Nelle acque oscure

del sonno

pone il frutto

dei suoi desideri.

Ogni abbraccio

è conoscenza

innocenza,

un letto di rose

e acqua di fiume

per un rito d’amore,

per Faust innamorato

che canta alla bella Elena

Rendimi immortale

con un bacio! (A.A.)

La violenza contro le donne viene definita così nella Dichiarazione degli Stati Uniti:

“Qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella privata.”

Nel 1995 nella Piattaforma di Pechino vengono inseriti altri aspetti:

-La preferenza per il figlio maschio

- I matrimoni precoci

- La pratica del sati, o rogo delle vedove

- I crimini d’onore

- I crimini passionali

- Gli attacchi con l’acido

- L’infanticidio delle bambine

- La schiavitù sessuale

- I matrimoni precoci e forzati

- Le costrizioni in materia di abbigliamento

- La violenza contro le donne a sfondo etnico o razzista, o legata ai pregiudizi culturali, all’intolleranza, all’estremismo religioso e anti-religioso.

Questo è il risultato di grandi battaglie. Oggi la strada è, ancora, lunga e faticosa, perché i diritti delle donne vengano rispettati.

Le donne non hanno bisogno né di giornate particolari di festeggiamenti, né di atteggiamenti di compassione.

“La trappola della compassione, con la sua filosofia del bisogno di appoggio e la sua incastellatura sociale è una delle forze più potenti che oggi riescono a sovvertire e a distorcere sia l’identità delle singole donne, sia il loro ruolo sociale. Essa rappresenta i resti anacronistici di un certo modo di intendere le caratteristiche innate e le capacità sociali delle donne(..) il cattivo impiego delle energie vitali che ne deriva ha anch’esso un effetto negativo sulle donne, che rimangono prigioniere di attività avvilenti, e un effetto negativo sulla società, che rimane privata del loro contributo vitale e rilevante.

(Margaret Adams, La trappola della compassione, in La donna in una società sessista, Einaudi.)

Antonia Arcuri



2 commenti:

Anonimo ha detto...

come è bello Antonia leggere quello che scrivi!!
Lorena

Anonimo ha detto...

Cara Lorena se non fossi nata in un piccolo paese, se per i primi anni della mia vita non avessi potuto scorazzare, liberamente, per le strade con una banda di ragazzini e ragazzine ,in un ambiente sano con un nonno contadino e un padre operaio, oggi avrei avuto più difficoltà a scrivere queste cose.
Grazie
Antonia