sabato 10 novembre 2007

INCHIESTA A PALERMO


“Coppole di seta, coppole di velluto,

mi hai dato appuntamento e 'un sei venuto..”




Alla fine degli anni sessanta Danilo Dolci, sociologo triestino trapiantato in Sicilia, e i suoi collaboratori hanno battuto per molti mesi le vie di Palermo e della provincia, intervistando centinaia di persone disoccupate dette anche industriali, perchè si industriavano, si arrangiavano in qualche modo per campare: erano spicciafaccende, arraffatori, venditori di frattaglie, robivecchi, maghi e chiromanti.

Dalle loro risposte e dai loro racconti è nata “ Inchiesta a Palermo”, pubblicata da Einaudi, nel 56; due anni dopo riceverà il premio Viareggio.

Alcune delle risposte sono qui riportate, perchè ancora vive e attuali.

Quando non lavori, come cerchi di arrangiarti?

106 hanno risposto che s'arrangiavano alla meglio, come capitava, senza specificare di più, 70 hanno risposto che, quando non lavoravano, cercavo di arrangiarsi con i debiti.

Ecco tutti gli altri, uno per uno, come si arrangiano:

(...)Vado a vendere verdura, e così lavoro.

(..) Stando in piazza con la speranza che qualcuno mi dia lavoro.

(...)Vado a chiedere l'elemosina a mio padre o ai miei zii, ma loro mi possono dare da mangiare sempre quando non lavoro!? L'altra volta ero disperato, non sapevo cosa fare. I miei figli piangevano che non potevano resistere dalla fame, mia moglie piangeva avvilita come i bambini, io non ne potevo più, in un minuto ho deciso di andare a rubare. Abbracciai mia moglie ed i miei figli e cominciai a piangere, pure mia moglie e i miei figli, che sono tutti piccoli, non avevano capito niente della mia intenzione, non avevano capito che quello era un abbraccio di addio, prechè, sa, quando rubano i grossi non li arrestano, quando si muove un miserabile lo arrestano prima che si muove.

Allora uscii di casa disperato e piangendo incontrai una persona che mi vide come ero in faccia e si allarmò.

Mi domandò che cosa mi era successo: non volevo dirlo perchè mi vergognavo, ma poi ci dissi tutto. Mi rassicurò di tornare a casa che ci pensava lui, infatti ora è quattro giorni che lavoro. Sarà per 15-20 giorni di lavoro, ma meglio di niente. Certo che se non fosse stato per questa persona sarei andato a rubare e forse per ora sarei in galera. Non è peccato lasciare una bambina come questa? Questa è mia figlia, la più piccola.

(...) Faccio qualsiasi mestiere. Faccio qualche viaggio a comprare carbone e rivenderlo...

(...) Io con i debiti non so quanti, dagli amici e dalla bottega...

(...)Quando non lavoro non posso andare a rubare, invece di mangiare tre volte, mangio una volta.

(...) Faccio il musicante una due volte al mese, per lire 1500.

(...Si fa battaria (baccano) al Municipio, in piazza, ma loro che possono fare...

Dio vuole che tu sia disoccupato?

(...) Le cose celesti non le sappiamo.

(...) Dio?Tutto è nel destino. Io ero carabiniere, me ne fuggii, quella pungìa che voleva essere sposata e aveva ragione...

(...) Che cosa gliene importa a Dio, Anche a me non importa di lui.

(...) Non non è corresponsabile, lui è in cielo, noialtri in terra.

Come, cosa dovrebbero fare i partiti in Italia?

(..) I partiti fanno a testa sua, dovrebbero fare a testa di legge.

(...)Non lo so sono analfabeta; Il governo deve sapere cosa deve fare.

(..)Primo non guardare i colori, secondo levare i mafiosi.

(...) Dovrebbero riunirsi i partiti e pensare: ma queste persone come fanno a vivere. e pensare così.

(...) Dovrebbero mantenere quello che promettono e fare le cose pulite.

(...) Un partito di operai ci volesse che facesse lavorare....

(...) Secondo me attuare la Costituzione

Applicare la costituzione, diritti e doveri

Il voto è segreto?

Può esser segreto e non può esser segreto, chissà?

Io penso nella città è difficile, ma nei paesi si sa, nel paese ci si conosce.

E L'arciprete, i democristiani danno la pasta e cose. Per niente, le danno.

(....) Non ho mai votato sono delinquente

(....) Danno la roba, promettono, per darci il voto, a chi non ha coscienza.

(...) Quando è tempo di elezioni, il padrone chiama ad uno ad uno e ci dice:

“Tu devi votare per me, se no ti levo la terra:”

Il voto è segreto ma ci sono pressioni.

(...)Sì è segreto, però già lo sospettano perché sanno che idea ho io, sanno che io sono libero.

Cosa credi che uno, ciascuno, debba fare per eliminare la disoccupazione?

95 rispondono:”Unirsi, lottare, fare sciopero;”

63” Organizzarsi, unirsi tra poveri, l'unione fa la forza”;

46 “O non sanno rispondere o rispondono evasivamente”;

26”Rafforzare i partiti di sinistra”;

20”Non lo so”;

18”Niente si può fare”;

14”Fare la rivoluzione”;

10 “Fare dimostrazioni per avere lavoro”

9 “ Dare il voto giusto”

6 Iscriversi ai sindacati”

5 ”Creare cooperative”

3 ”Emigrare”

2 ”Andare a lavorare”

(Danilo Dolci, Inchiesta a Palermo, Einaudi.)

Antonia Arcuri

4 commenti:

Giuseppe Crapisi ha detto...

Cara Antonia sarà interessante visionare questi preziosi documenti sociologici del grande Danilo Dolci. Hai ragione sono attualissimi, i problemi sono sempre gli stessi, la disoccupazione che porta a delinquere, il voto controllato e non libero. Ma dobbiamo chiederci come mai dopo decenni siamo sempre sullo stesso punto?

Leoluca Criscione ha detto...

caro Giuseppe, per cambiare la Sicilia ci vorrebbero 5 milioni di 'Dolcini'!
A Basilea, il Marzo scorso, abbiamo onorato Danilo Dolci, a 10 anni dalla sua scomparsa, con un seminario di 2 giorni, con la partecipazione anche di Daniela e Amico Dolci (figli). Val la pena ricordare, che Danilo Dolci, anche a Corleone, dove aveva organizzato tra l'altro un corso di taglio e cucito (impensabile a quei tempi), veniva indicato come 'comunista' e quindi bisogna stargli alla larga! Questa 'litania', noi giovani dell'Azione Cattolica, la sentivamo giornalmente!
E meno male che Dolci abbia fermamente voluto la diga sullo Jato...della cui esistenza, oggi, ne traggono vantaggio, molti di quanti l'avevano fortemente avversato! un CORdiaLEONESE saluto Leoluca Criscione

Giuseppe Crapisi ha detto...

Caro Leoluca sempre di più mi rendo conto quanto importante siete voi che avete qualche anni in più di noi. Vissuti ed esperienze personali che fanno parte del passato storico. Io non sapevo che Danilo Dolci avesse operato anche a Corleone, come non sapevo che il CIDMA era stato idealizzato dagli emigrati in Svizzera e in Germania. Quindi sei sempre il benvenuto!

Anonimo ha detto...

Incomincio a sentire i Cuor di Leoni della mia generazione.
Finalmente! La lotta per il cambiamento appartiene a tutti, ed esser presenti anche con un commento è importantissimo.
Grazie per avere ricordato quello che ha fatto Danilo Dolci anche per Corleone.
Presumibilmente il 16 Dicembre, insieme a Libera Dolci e al gruppo del Teatro di Psicodramma e Poesie, faremo una lettura di alcune pagine, tratte dallle opere di Danilo. Lo faremo al Baglio Danilo Dolci, alla ZISA N.19 dove abita Libera.
Invito tutti a partecipare.
Confermerò, in questi giorni. la data.
Antonia Arcuri