domenica 4 novembre 2007

Il simbolismo dei colori # 2


“Ti canterò l'oro

del mondo.

Ti parlerò del giorno

ridendo

sfiorandoti le mani,

mescolando il riso

al pianto.

Ti parlerò del giorno

cantando la forza

che lo fa vincente

la tenerezza del suo chiarore

lucente.

Ti parlerò di me

scaldando

la mia voce con la tua.

Ti canterò l'oro del mondo

nella luce che lo tiene

ti parlerò di me

mentre guardo

te e l'oro intorno.”(a.a.)

Il colore giallo, associato alla luce e all'irraggiamento, ha un impulso centrifugo legato all'immagine psichica dell'apertura, dell' espansione e della fuga.

Corrisponde allo scoppio di una risata, e a tutto ciò che si gioca su un crescendo di suspense.

Più vicino al rosso, nella sua carica energetica, svolge un effetto stimolante.

Presso gli Indiani d'America, la pittura ebbe il carattere di una sinfonia cromatica, espressa dalle gradazioni di rossi e gialli.

Il sole, l'oro, e il giallo raffigurano l'intelligenza, ma anche la divinità.

Gli Egizi ritenevano che la materia solare fosse d'oro, e che di questa sostanza fosse anche il corpo degli dei.

Per questo motivo i luoghi consacrati al divino, in ogni epoca, sono stati ricchi d'oro.

Grano maturo e girasoli, ginestre e denti di leone esprimono la prorompenza vitale.

Il giallo e il rosso combinati insieme danno l'arancione, colore anch'esso legato all'energetica e alla vita.

Le tipologie in giallo sono legate al temperamento impulsivo e irritabile, alla vivacità spumeggiante e briosa.

Il simbolo della sopravvivenza è invece legato al verde, colore della rinascita, della primavera, colore giovanile dell'immaturità, ma anche della speranza, della guarigione, della salute e della longevità.

La tipologia di temperamento in verde vede una caratteristica flemmatica, ed un'organizzazione di personalità di tipo ossessiva, espressa nell'amore per la perfezione, per la cura eccessiva delle minuzie.

Ed ecco, ora, apparire sulla scala dei colori il viola magenta, il più spendente.

Nasce dalla fusione di rosso e blu e ne raccoglie i caratteri opposti.

Non abbiamo, afferma Widmann, una grande esperienza di questo colore, proprio perchè ci viene difficile tenere insieme gli opposti (amore-odio, verità-menzogna,..)

Colore poco stabile, il viola, come un funanbolo deve fare molta attenzione a non sbilanciarsi troppo dalla parte del rosso o del blu.

E' il colore del femminile, perchè, più pronto alla sintesi, conserva l'ambivalenza che gli consente di tenere insieme due parti opposte.

Per Lücher è il colore della transizione, quello che oltrepassa il confine del proprio regno fidato per entrare in un altro territorio, inaffidabile e pieno di mistero: esso anela all'altro.

Porta nel suo nome la radice vis ( forza), la stessa a cui rinviano

anche i termini violare e violenza.

Afferma Widman che tanta varietà di contenuti, nel suo testo la ricchezza è enorme, non manca di farci riflettere sulla natura e sulla fenomenologia del nucleo psicodinamico cui il viola simbolicamente rimanda, quello del principio individuationis, quell'impulso che è inscritto nella psiche e che la vincola alla trasformazione.

Il percorso individuativo, diventare ciò che si è, è un processo travagliato e gravido di sofferenze che impone rinunce e patimenti, ma che conduce verso mete di grande saggezza.

Esso comunque non esprime un punto finale, poichè ogni integrazione è momentanea e conduce sempre a forme di sintesi superiori.

Tanè è il marrone, per i francesi.

E' il colore della brace, un rosso-nero che è mescolanza di fuoco cenere e fuliggine.

Negli esperimenti di associazione verbale il marrone viene associato alla terra.

Per Lücher il marrone è un rosso-giallo reso più scuro, dove la forza vitale del rosso, però, viene offuscata.

Assume, tuttavia, un aspetto di ricettività, di accoglienza nella misura di una dimensione materna.

Esprime,soprattutto aspetti legati alla corporeità e alla fisicità.

Il grigio, da parte sue, si rifugia nell'argento, nelle perle, e nel cielo delle giornate uggiose.

Una delle due chiavi dell'angelo portinaio nel Purgatorio di Dante, era grigia.

“L'una era d'oro e l'altra d'argento....

Per Kandisky quanto più scuro diventa il grigio, tanto maggiore prevalenza acquista la disperazione, tanto più cresce il soffocamento.

Nel bianco ritroviamo l'assoluto e il divino.

Il bianco appartiene alla costellazione del Sé, alla totalità psichica; essa, infatti, contiene gli opposti.

Il bianco, colore unitario, dato dalla totalità dei colori si trova ad esprimere una coppia: quella del bianco e del nero, della fortuna sfortuna,del bene-male, quindi della totalità.

La costellazione bianco-luce si intreccia con la coscienza- pensiero.

Nella cultura alchemica il passaggio dall'opera al nero all'opera al bianco assume aspetti affascinanti, caratterizzati da uno sbiancamento della materia, descritti con figure simboliche : le cerve e gli unicorni, la neve e il bucato, la rosa bianca e il giglio, le colombe e i cigni.

Il passaggio liberatorio, attraverso immagini di purezza, sta a simboleggiare la verginità e l'innoccenza, ma anche la trasparenza e la chiarezza del bianco del diamante, e soprattutto della conoscenza e della sapienza.

(Claudio Widmann, Il Simbolismo dei colori, Edizioni Magi)

Antonia Arcuri

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Che bella poesia Antonia!

Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

Doveva esserci il sole quando l'ho scritta, poi piovve ed è venuta fuori la "Ballata triste del nostro tempo.
Ti anticipo i primi versi:
TU MI CHIEDI COME STO!
COME POSSO STARE BENE
QUANDO TANTI INTORNO A ME
NON INCROCIANO LO SGUARDO
NON SI SFIORANO LE DITA
NON SI PARLANO CANTANDO....
Grazie
Antonia