giovedì 1 novembre 2007

Bernardino Verro


Un sindacalista Corleonese


Il 3 novembre 1915 nell'allora Via Tribuna fu assassinato il Sindaco di Corleone Bernardino Verro. Era tardo pomeriggio, piovigginava ed era accompagnato dai vigili urbani che lo scortavano. Quella sera perché stava per arrivare a casa, gli disse potete andare, ma lo aspettavano i suoi assassini che lo freddarono. Lui aveva una pistola ma che fatalmente si inceppò. Nessuno ha mai pagato per quest’omicidio. Chi era Bernardino Verro. Verro fu uno dei dirigenti regionali di quel movimento contadino dei Fasci Siciliani che nacque in Sicilia nel 1892 e fu represso dallo Stato Italiano nel 1894. Questo movimento non era un movimento rivoluzionario ma chiedeva una miglioria delle condizioni dei contratti agrari. Era la Sicilia dove se il feudo era stato abolito nel 1812 il latifondo era il sistema produttivo in mano agli agrari siciliani. Ma tra agrari e contadini vi era una figura che aveva un enorme potere, questi erano i gabelloti. Questi erano una borghesia imprenditoriale che prendevano in affitto enormi distese di terreni dagli agrari e li subaffittavano ai contadini. Vi era un vero e proprio sfruttamento dei contadini che a fine raccolto non avevano nulla per sfamare le proprie famiglie. Ma il gabellato oltre ad essere un intermediario era anche colui il quale aveva una forza militare, controllava le campagne, era la mafia di allora. Era quella che Sonnino e Franchetti nella loro inchiesta di fine 800 sulla questione meridionale chiamarono, con lungimiranza, borghesia mafiosa. Bernardino Verro a Corleone e i Fasci siciliani in tutta la Sicilia lottarono contro questo potere. I Fasci Siciliani nascono nel periodo più liberale di Giolitti, quando per la prima volta in Italia il diritto di sciopero non è un reato ed infatti i contadini scioperarono per mesi e mesi per ottenere le loro rivendicazioni. Infine questo movimento fu represso dal nostro siciliano allora Presidente del Consiglio Francesco Crispi. Verro come tanti dirigenti finì in carcere. Dopo essere uscito e dopo essere andato fuori dalla Sicilia ritornò nei primi del 900. Crea una cooperativa agricola l'Unione Agricola in quanto ha un'idea geniale. Costituire cooperative di contadini con le quali ottenere direttamente i terreni dagli agrari senza avere come intermediario il gabelloto. Lotta alla mafia attraverso la cooperazione, Verro ci aveva pensato cento anni fa, cosa sono oggi le cooperative che lavorano i terreni confiscati se non l'esempio pratico di quella genialità. La cooperazione serviva anche da mutuo soccorso. Ottengono ottimi risultati e Verro riesce a divenire primo sindaco di Corleone socialista. Nel momento in cui ha potere sindacale e potere politico allora la mafia lo elimina. Importante è Verro perché lui all'inizio fece parte della mafia, non si sa bene il perché. Forse all'inizio cercò protezione contro gli agrari, poi capi che non era una strada possibile e ne uscì. Questo ci fa acpire come in un paese come Corleone tutti ci si conosce, non puoi fare a meno di avere contatti con persone apparteneti alla mafia. Certo tu sai chi sono loro e loro sanno chi sei tu. E' strano ma è così. Importante per noi è la figura di Verro perchè anche lui utilizzava l'informazione con un giornale il Viddanu che veniva scritto a mano, pensate cosa significava. Con questo strumento parlava ai cittadini di Corleone ed è una cosa che ci unisce. Verro fu un grande uomo per i suoi tempi e che aveva delle proposte ancora oggi valide, contestualizzate. Per questo bisogna rircordarlo e rivalutarlo.

Giuseppe Crapisi


1 commento:

Anonimo ha detto...

Una bella pagina di storia, che ci fa onore e ci appartiene.
E' vero, la mafia di oggi ha nelle sopraffazioni dei gabbelloti e dei proprietari terrieri la sua origine di sfruttamento e violenza.
Ricordarlo fa bene a tutti.
Antonia Arcuri