domenica 25 novembre 2007

Beni confiscati alla mafia: Corso finanziato dal PON Sicurezza


A Palermo il 19 Novembre si è concluso il ciclo del “Programma di formazione sull'utilizzazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata” che ha riguardato sei regioni italiane, tra cui la Sicilia, organizzato dalle Prefetture e gestite da Libera. L'intervento formativo era rivolto al personale degli enti locali e ai soci di associazioni e cooperative sociali che sono i soggetti che potrebbero avere assegnati i beni confiscati. Tanti i relatori che hanno partecipato al corso svoltosi a Palermo, tante le problematiche emerse e tante le proposte. Il dott. Antonio Ingroia ha ricordato che nei primi del 900 la mafia era già organizzata e si dibatteva se la mafia fosse un organizzazione illecita o meno. Si iniziò a considerarla penalmente rilevante negli anni 60 con l'associazione a delinquere, facendo una distinzione tra vecchia e nuova mafia. Come se la vecchia non fosse stata un organizzazione criminale, mentre la nuova si. La legge Rognoni – La Torre rafforzò questa tendenza e spazzò via la timidezza giurisprudenziale. Questa legge colpisce il patrimonio economico della mafia attraverso la confisca. Da tale legge nasce il maxi processo. Oggi tale legge ha qualche ruggine, perché la mafia investe nell'alta finanza e ad es. la normativa sul riciclaggio è inadeguata. Inoltre le misure di prevenzioni personali sono legate alle misure di prevenzioni personali, se cadono le seconde cadono anche le prime. Bisogna separare le due misure di prevenzione. Comunque è stato inserito nel pacchetto sicurezza del governo Prodi. Abbiamo capito che i tempi che vanno dal sequestro, confisca, destinazione, assegnazione sono troppo lunghi. Su circa 7770 beni solo 3917 sono già destinati, così tanti beni rimangono inutilizzati. Umberto di Maggio di Libera Palermo ci illustrato la legge 109/1996. Il tribunale nomina un amministratore giudiziario che deve custodire e accrescere la redditività del bene. Poi la destinazione è fatta con provvedimento dell'agenzia del demanio. C'è una distinzione tra beni mobili, aziendali e immobili. Per noi della zona del corleonese e non solo di fondamentale importanza è stata la presenza del dott. Lucio Guarino del Consorzio Sviluppo e legalità che è stata la prima esperienza sulla gestione dei beni confiscati alla mafia che mette insieme più comuni insieme. Obiettivo era 7 anni fa di recuperare i terreni della mafia per creare aziende per i giovani del territorio. Così i Comuni di Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello a cui poi si sono aggiunti i Comuni di Altofonte, Roccamena e Camporeale, hanno creato il Consorzio Sviluppo e legalità Alto Belice Corleonese. Oggi il consorzio ha circa 800 ettari di terreni in cui sono nate cinque cooperative: Elios, Lavoro e non solo, Pio La Torre, Placido Rizzotto, Tempo di Monte Jato. E' importante ha sottolineato il dott. Guarino che l'ente pubblico non lo affidi con affidamento diretto ma attraverso Bando Pubblico in cui si valutano i progetti migliori. Inoltre siccome i beni vengono dati in comodato d'uso allora il Consorzio garantisce le cooperative mettendo una durata minima di affidamento di 30 anni. Il Consorzio fa un controllo sulle cooperative e da una mano come soggetto finanziatore. L'assegnazione del bene deve essere fatta per uso sociale e non per dare una sede ad un'associazione. Inoltre sono emersi innumerevoli problemi che si ritrovano le associazioni che hanno affidato un bene. Infatti spesso questi bene sono gravati da ipoteche, non hanno acqua, sono distrutti ecc... e le associazioni sono costrette a investire soldi su un bene che rimane di proprietà del Comune. Infatti i beni immobili, possono essere utilizzati dallo Stato, altrimenti entrano nel patrimonio indisponibile degli Enti Locali. Quest'ultimi o li utilizzano per fini istituzionali oppure li affidano a cooperative ed associazioni. Le proposte che sono emerse dal corso sono:

Standardizzazione de procedimenti;

Sinergia tra gli enti;

Attività ispettiva nel territorio;

Controllo sull'attività degli amministratori;

Creazione di un'agenzia unica sui beni confiscati;

Ricreazione del fondo per investire nei beni confiscati.

Io vorrei invece consigliare al Comune di Corleone di creare sul sito del Comune una pagina sui beni confiscati, dove vengono inseriti i beni confiscati che ha il Comune, quelli che sono stati assegnati e a chi, infine quelli ancora da assegnare. Trasparenza amministrativa è uno dei principi fondamentali della PA ma a maggior ragione sui beni confiscati alla mafia.


Giuseppe Crapisi

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