martedì 6 novembre 2007

Ballata del nostro tempo

Tu mi chiedi come sto?

Come posso stare bene

quando tanti intorno a me

non incrociano lo sguardo

non si sfiorano le dita

non si parlano cantando!

Tu mi chiedi come sto!

Cerco sempre tra la gente

una voce un pò amica

che mi apra il suo sorriso,

che mi apra un pò il suo cuore

Io ti chiedo come stai!

Torno a casa molto tardi

perchè poi dovrei tornare

non c'è chi sta ad aspettarmi

anzi no, ho un gatto amico.

Poi stanotte ti ho incontrato

anche tu sei un disperato

che dispera come me

di poter cambiare il mondo.

Mi sorridi e dici sai

ti ricordi le bandiere

tu ne avevi una un mano

sulle scale di un palazzo

di un palazzo molto antico.

Quel palazzo è ancora lì

e la gente che ci va

non è poi tanto diversa

pensa più ad arricchirsi

affamando quelli che

ogni giorno devono inventare

un loro modo per camminare.

Quella gente è ancora lì,

che peccato , che peccato!

Tu mi dici come sto?

Mi ribolle il sangue dentro

quando vedo quelli che

come me e come te

disillusi ormai perchè

non riescono a gioire,

delle loro piccole cose.

Tu che prendi la mia mano

e la prendi tra le tue

e mi dici

non è vero noi siamo

sempre quelli di ieri

poi non siamo

molto cambiati.

Ho lasciato il mio lavoro

perchè era ributtante

martoriare tanta gente

in un luogo senza luce

luce chiara di chi ha

la coscienza della vita.

Sogno ora di sedermi sulle

panche con la gente

a parlare del presente

di un sole tanto cocente

della pioggia che rinfresca

e poi ridere e scherzare

voglio stare sulla strada

senza cose a cui pensare

se non proprio a questa gente

che mi vede sorridente.

Tu mi dici come sto?

Io ti chiedo come stai?


Antonia Arcuri

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