giovedì 25 ottobre 2007

RACKET ED USURA: LE PROPOSTE di SOS IMPRESA

ILLUSTRATE DA MARCO VENTURI PRESIDENTE DELLA CONFESERCENTI


La mappa del pizzo in Italia - La sintesi della relazione per la stampa

La lotta al racket esige nuove e più incisive misure di incentivazione alla denuncia.
E’ allora necessario pensare a misure più stringenti sul piano delle relazioni economiche, iniziando ad escludere dagli appalti e dalle forniture pubbliche tutte quelle imprese che risultino implicate in “patti” con le organizzazioni mafiose, compreso il pagamento del “pizzo”.


Al tempo stesso occorre prevedere corsie preferenziali e quote riservate per quelle imprese che si sono sottratte al ricatto mafioso e, per tale motivo, subiscono una doppia penalizzazione sia sul piano della sicurezza personale, sia della aggiudicazione delle commesse.
La lotta alla Mafia si vince se si determina un altro paradigma sul piano delle concrete convenienze economiche, rendendo penalizzante l’acquiescenza alla criminalità organizzata.


Fermo restando la necessità di garantire un maggiore controllo del territorio, la Confesercenti propone:

· Modificare la legge sugli appalti e le misure di incentivazione prevedendo clausole di esclusione dagli stessi per quelle imprese che risultino coinvolte.


· Istituire un Agenzia di facilitazione e sostegno per le imprese che vogliono investire al sud, il cosiddetto “Tutor antiracket”;


. Istituire un albo “pizzo free” per le imprese che vogliono contrattare con la pubblica amministrazione.

Proposte ancora più efficaci ed urgenti sono necessarie per l’usura in quanto se sulla lotta al racket c’è un’aria nuova, nei confronti dell’usura c’è il rischio di un progressivo “disarmo”. Ed in tal senso ci auguriamo che l’accordo quadro firmato al Ministero dell’Interno non resti lettera morta.

Il rapporto usuraio non è una questione privata tra una vittima ed un carnefice, l’usura intorbida la comunità degli affari, immette nel mercato denaro sporco, che prima o poi caccerà quello pulito. Allora occorre un impegno di tutti per smascherare le reti usuraie e metterle in condizioni di non nuocere. In questa impegno le banche debbono fare la loro parte, soprattutto per quanta riguarda i controlli interni, segnalando le operazioni sospette a fini dell’usura.

Queste sono le nostre proposte:

- - esenzione per cinque anni dalle imposte e dalle tasse delle imprese che denunciano l’usura.

- - Prevedere nella attuale legge Finanziaria una posta di 100 milioni di euro all’anno per alimentare nel prossimo triennio il Fondo di Prevenzione.

- - Spostare dal Ministero dell’Economia a quello dell’Interno, presso l’ufficio del Commissario antiracket ed antiusura il fondo di Prevenzione, previsto dall’art. 15 della legge 108. Prevenzione e solidarietà debbono coordinarsi ed avere una unica regia.

- - Rivedere i criteri di assegnazione dei Fondi ai Confidi e alle Fondazioni passando da una redistribuzione aritmetica ad una sociale, vale a dire privilegiando i territori dove è maggiore il rischio usura.

- - Accelerare l’iter della proposta di legge che rivede le norme sui protesti, consentendo a quei soggetti con più protesti che hanno adempiuto alle obbligazioni previste di poter ottenere la riabilitazione con un’unica istanza.

- - Applicare per i condannati per usura le stesse misure restrittive che si adottano per i falliti.

Prevedere una posta in Finanziaria di finanziamento certo del Fondo di Prevenzione per il prossimo triennio, capace di garantire una costante alimentazione del Fondo stesso;

Lo spostamento di risorse dal Fondo di solidarietà a quello di Prevenzione deve rappresentare una eccezione- sia pure lodevole- ma non la consuetudine.

  • Spostare dal Ministero dell’Economia a quello dell’Interno, presso l’ufficio del Commissario antiracket ed antiusura, il Fondo di Prevenzione, previsto dall’art. 15 della legge 108, Prevenzione e Solidarietà debbono coordinarsi ed avere un’unica regia.
  • Dentro questo quadro rivedere i criteri di assegnazione dei Fondi ai Confidi e alle Fondazioni passando da una redistribuzione aritmetica ad una sociale, a cominciare da interventi più forti laddove il problema è più sentito.
  • Rendere più chiaro l’art.17 legge legge 108 consentendo, ai quei soggetti che pur avendo subito più protesti ed abbiamo adempiuto alle obbligazioni di poter ottenere la riabilitazione con una unica istanza.
  • Applicare per i condannati per usura le stesse misure che si adottano per i falliti.

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