martedì 2 ottobre 2007

L’INCREDIBILE VIAGGIO DI SABATINO & C.


1908: un venditore ambulante dalla Sicilia in Argentina, Cile, Perù ed Ecuador


Premio speciale al concorso nazionale dei diari di Pieve S. Stefano (Arezzo)

Ogni anno, da ventitrè anni, in un piccolo paese toscano, Pieve Santo Stefano, una giuria popolare legge centinaia di diari, epistolari, memorie autobiografiche ancora inedite, inviate da tutta Italia. Alla fine, emergono dieci finalisti, tra i quali, il 16 settembre, è stato indicato il vincitore, che, oltre ad un premio in euro, si aggiudica la pubblicazione dell’opera da parte di un editore di importanza nazionale. Ma la giuria ha già assegnato ex-aequo a due vincitori un “premio speciale”, che segnala quegli scritti personali che rivestono una particolare rilevanza storica. Uno dei due, dal titolo “Partimmo come tante pecore sbalordite”, viene dalla Sicilia, ed è stato inviato dai nipoti dell’autore, Sabatino Basso, scomparso nel 1921.

Nato a Secondigliano (Napoli) intorno al 1875, ma vissuto in Sicilia, Sabatino è un personaggio pieno di energia e spirito di iniziativa, cui piacciono gli scherzi e le avventure, come la vicenda che in prima persona racconta nella sua memoria, che segue passo passo un viaggio di sei mesi svoltosi nel lontano 1908. Un viaggio intercontinentale coerente con il mestiere dell’autore, venditore ambulante di confezioni e tessuti. Sin da giovane aveva intrapreso questa carriera, girando per i paesi del meridione: qualche settimana prima della festa del santo patrono di ogni centro medio-grande, Sabatino vi apriva una rivendita per consentire agli abitanti di comprare l’abito adatto al “gran giorno”. Alla fine, si sbaraccava per ricominciare altrove. Ad un certo punto il nostro autore incontra a Castelvetrano una compagna, Anna La Rosa, la sposa e si stabilisce in quella cittadina, dove nascono i suoi cinque figli.

Ma appunto nel 1908 si realizza la grande occasione: Sabatino e cinque tra parenti e collaboratori si organizzano con mesi di anticipo per andare a vendere abiti per uomo in Sudamerica. Dopo una ventina di giorni di vapore, sbarcano in Argentina e da qui arrivano alle Ande, che valicano fortunosamente a dorso di mulo durante una tempesta di neve. Dal Cile passano in Perù ed in Ecuador, dove hanno spedito un carico di diverse centinaia di confezioni, che gli intraprendenti siciliani vendono casa per casa nelle città e nei più sperduti villaggi. Inoltre hanno portato, sfuggendo ai controlli doganali, un carico di seicento orologi che piazzano con relativa facilità. Il commercio, infatti, riesce bene, e alla fine il gruppo raccoglie un buon gruzzoletto che, tornato in patria, investirà tra l’altro in un grande negozio, a Palermo, nella zona del Cassaro. “Don Sabatino ‘u napoletano” sarà meta di centinaia di casalinghe che dai diversi paesi della provincia vanno in città per l’acquisto di scampoli e vestiti pret-à-porter.

Lo scritto, conservato finora nei cassetti dei nipoti, ripercorre in una ventina di pagine, tutte le tappe dell’itinerario, che vede Sabatino scoprire cose mai viste (per esempio le banane, di cui sconosce il nome e che descrive come “fave gialle dal sapore di cocomero”), andare a trovare commercianti o ristoratori italiani di cui ha l’indirizzo, incontrare costumi e tradizioni delle popolazioni locali, soprattutto del Perù, spesso incomprensibili per un italiano. La veglia funebre viene fatta in allegria dai parenti del defunto col conforto di bevande alcoliche, i fidanzati si picchiano in pubblico per trasformare poi la violenza in tenerezza di abbracci e carezze, un uomo a cavallo vestito all’europea viene scambiato per un prelato, le carceri sono luoghi con scarsa igiene e molta corruzione, e così via. Sabatino affronta con curiosità ogni novità ed ogni diversità culturale, non indietreggia di fronte a nulla ed è sempre avido di conoscere il perché delle cose che vede: annota tutto, con precisione e meticolosità, per far vivere a chi non c’era le sue avventure di inizio secolo nel Nuovo Mondo. Per questo suo atteggiamento e queste sue finissime capacità di osservazione il suo quasi-diario ha ricevuto il meritato riconoscimento al Premio Pieve-Banca Toscana. Ci auguriamo che il suo lavoro trovi presto un editore per fare leggere a tanti le vicende della incredibile spedizione commerciale di Sabatino Basso e dei suoi compagni.


Santo LOMBINO





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