giovedì 18 ottobre 2007

Io, Corleonese stufo dei pregiudizi dei giornalisti



Leggi l'articolo di Attilio Bolzoni "I Leoni addormentati", pubblicato il 15 ottobre 2007 dweb.repubblica.it


Ho avuto modo di leggere un articolo pubblicato su dweb.repubblica: “Leoni addormentati”, scritto da Attilio Bolzoni. L'articolo è ben strutturao e fa un excursus storico dei corleonesi e della Corleone degli anni bui. Un bell'articolo veramente, ma alla fine, le conclusioni sono, per me che sono corleonese, cioè cittadino di Corleone, un insulto insopportabile. Il giornalista dice: “Presto 'u picciriddu' - così chiamano in famiglia Salvo (Riina nd)- uscirà dal carcere dopo cinque anni nei bracci speciali del 41 bis. A Corleone stanno preparando i festeggiamenti. Sembra che il tempo non passi mai, lì sotto la Rocca Busambra”. Come si può scrivere una conclusione del genere oggi che siamo nel terzo millennio. Io ormai da cinque anni sono tra quei corleonesi che abbiamo detto che a Corleone la mafia continua a esserci, tutti lo sanno. Corleonesi che viviamo a Corleone e che cercano di fare cambiare questa cultura. Corleone è una città indifferente, ma non si può dire che Corleone è mafia. Questo ragionamento che ha portato ad un pregiudizio generale contro la nostra città è quello che noi di Dialogos attraverso l'informazione abbiamo cercato di smentire. Corleone è stata, da 50 anni, la città che ha dato i natali ai mafiosi che hanno scalato i vertici di Cosa Nostra, ma è stata la città che ha dato la spinta per i movimenti che hanno lottato contro la mafia. Ricordiamo i “Fasci Siciliani” di fine 800, quello di Corleone era tra i più imponenti, ricordiamo le lotte contadine per le occupazioni delle terre del dopoguerra. Ricordiamo i giovani corleonesi che prima di noi, in anni difficili facevano informazioni con il “corleonese”. Pensiamo agli anni del Sindaco Cipriani in cui il Comune di Corleone è stato parte civile nei processi per mafia o quando lo stesso ha iniziato, con coraggio, quella stagione di riconsegna dei beni confiscati alla collettività. Bene Pippo Cipriani, corleonese, è un uomo che ancora vive sotto scorta, non perchè gli piace ma perchè è in pericolo. Poi pensate all'attività della Camera del lavoro in un paese come Corleone, dove infatti qualche anno fa Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro, è stato vittima di un'intimidazione. Dino Paternostro è un corleonese. Pensate ai corleonesi che lavorano nei terreni confiscati dalla mafia con la “Cooperativa Lavoro e non solo”. Ma anche la nostra esperienza, sembra facile scrivere, eppure Dialogos è unico foglio informativo cartaceo di tutta la zona del corleonese. Non sapete quale e quante sono le pressioni dopo aver scritto un articolo o dopo avere denunciato un fatto. Altro che preparare festeggiamenti! Ma i corleonesi non siamo solo questi, ci sono migliaia di corleonesi non schierati che con la mafia non hanno niente a che fare. Certo tantissimo rimane da fare, la mafiosità ancora imperversa ma l'articolo di Bolzoni come quella di tanti giornalisti non rende giustizia a questa Corleone di cui vi ho parlato e anzi forse fa un piacere alla mafia. Io sono davvero stufo perchè questi articoli sono frutto dell'ignoranza di una realtà complessa e che può essere capita solo da chi ci vive. Ma ciò mi porta non alla rassegnazione ma ad utilizzare l'informazione per ribadire che Corleone e la Sicilia non è solo mafia.

Giuseppe Crapisi

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Confesso di avere provato molto imbarazzo e stupore dopo aver letto l'articolo di Attilio Bolzoni sul D di Repubblica. Apprezzo la competenza professionale di Attilio Bolzoni e lo stimo, tuttavia l'imbarazzo resta. Mi sono chiesta subito dopo la lettura: come si fa a descrivere Corleone, ancora, da una sola angolazione?
Concordo quindi con Giuseppe Crapisi che la Corleone di Bolzoni è una parte, perchè c'è l'altra altrettanto grande che noi tutti conosciamo, ma che gli italiani, leggendo quell'articolo, ahimè non potranno conoscere.

Antonia Arcuri

Anonimo ha detto...

Visto che sono stata tra i partecipanti dei campi di lavoro di quest'anno, e ho avuto la fortuna di conoscere di persona l'altra faccia di Corleone, sono assolutamente certa che l'articolo apparso su Repubblica non renda giustizia ai coraggiosi che la mafia la combattono ogni giorno. Avete la mia sentita solidarietà!

Anonimo ha detto...

devo dire che leggere articoli come quello di Bolzoni mi lascia alquanto perplesso per l'intelligenza e la professionalità che molti gli riconoscono.
Per chi non conosce la realtà di Corleone leggere quell'articolo significa etichettare il paese.
Pensano veramente che la gente si metta a fare festa per il ritorno del figlio di Riina, ma si sbagliano e si sbagliano alla grande. Corleone è stufa dei pregiudizi dei giornalisti che influenzano la collettività, questo non aiuta Corleone e neanche la sicilia. La mafia o i residui della mafia esistono ancora ma possono essere sconfitti se si crea un alternativa alla criminalità, e cioè un futuro ai nostri figli.
Corleone è un paese che ha bisogno di lavoro, lavoro, lavoro.
Quei contadini non sarebbero diventati dei folli se avessero avuto un'alternativa alla povertà e se fossero stati fermati al primo omicidio fatto.
Chi ha un briciolo di cultura storica dovrebbe sapere che Corleone per 50 anni suonati è stata abbandonata dallo stato, sia dal punto di vista degli investimenti sulla produttività, sia dal punto di vista della volontà seria di perseguire i mafiosi.
I corleonsesi e tutti i mafiosi hanno maturato per anni un senso di onnipotenza dovuto alle carenze dello stato nel perseguirli.
Lo stato o si è cagato sotto o è stato come dimostrano molte sentenze da 50 anni a questa parte colluso.
La gente del nord su questa vicenda ci ha marciato sopra.
Se ne sono fregati di fermare il fenomeno quando era possibile fermarlo e si sono imposti dal punto di vista commerciale sfruttando la manodopera che arrivava dal sud, abbandonando il sud al suo destino.
Adesso, dopo anni di lotte, di persone che hanno dato la vita per sconfiggere la mafia, dopo che molto è stato fatto e tanto è ancora da fare, qualcuno si permette di offendere Corleone e la Sicilia tutta descrivendoci come quelli di sempre.
A questo disegno non ci sto, non ci sto, non ci sto.

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Ringrazio tutti per i vostri interventi. Molto significativi sono quello di Antonia e quello di Selene Specchioli perchè non sono corleonesi. Antonia perchè ci conosce e conosce Corleone essendo nata in un paese qua vicino e perchè conosce bene molte vicende di Corleone e Selene perchè è venuta a Corleone da Firenze per lavorare 15 giorni nei terreni confiscati alla mafia. Testimonianza forte della Corleone che lotta contro la mafia. L'ultimo commento presumo di un corleonese dimostra che c'è voglia di riscatto. Mi dispiace che i commenti continuano ad essere anonimi, infatti perchè ci sia riscatto ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Ringrazio anche tutte le mail di apprezzamento nei confronti del nostro articolo di critica.

Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

Carissimo Giuseppe Crapisi, nella Tua indignazione rivedo film del passato, quando altri giovani come te si indignavano per la sempre identica presentazione dell’immagine di Corleone.
I giornalisti, spesso, trovano comodo presentare l’immagine dell’arretratezza culturale e dell’essere succubi alla mafia in paesi con nomi pesanti come il nostro.
Non considerano mai, perché non fa cronaca, che a Corleone si è sdoganata da tempo “L’altra Corleone” (ho coniato questo termine nella prima campagna elettorale per l’elezione a sindaco di Pippo Cipriani) .
La mafia fa storia, ma non fanno storia le battaglie che tu ricordavi e quelle di cui i ragazzi come te non conoscono l’esistenza quali le battaglie congiunte di braccianti e allevatori degli anni 70 per la conquista del feudo Pirrello o la nascita nel 1974 della prima Cooperativa sociale “LA PRIMAVERA” – LA PRIMA VERA- che in momenti di vera crisi ha consentito di commercializzare, dal produttore al consumatore, i prodotti degli allevamenti.
Tutto a Corleone è stato ed è mafia senza contrasto, secondo chi ci guarda con gli occhi bendati.
Non sanno che fino alla fine degli anni 80 nelle sedute del Consiglio Comunale di Corleone era vietato dalla maggioranza democristiana usare la parola mafia (i morti di mafia venivano colpiti dalla “Delinquenza Organizzata”) e che solo chi militava a sinistra nel PCI o nel PSI, parlava di mafia e lotta alla mafia, mentre oggi (vera novità ) la gran parte dei ragazzi ne parlano senza paura.
Caro Giuseppe, indignati sempre e comunque quando ci trattano così perché c’è chi vuole, ignorando l’azione dei giovani di oggi come te, che tutto resti paura e oppressione, anche se è pur vero che molti giovani disoccupati a Corleone sentono, oggi, le sirene della mafia.
Attilio Bolzoni è un giornalista serio intelligente e scrupoloso nel suo lavoro e sa bene che Corleone è stata ed oggi è “Non solo Mafia”.
Dovreste invitarlo

Cordialmente
Pinzolo Ventura Giuseppe

Anonimo ha detto...

concordo con Giuseppe e con tutti voi..io sono ancora troppo giovane per capire certe cose e non conosco le lotte di cui parlate ma conosco Corleone e gli uomini che la abitano e credetemi non tutti sono mafiosi..io non capisco:perchè scrivere un articolo del genere se l'argomento trattato non ha radici ben fondate?..ma quali festeggiamenti??che strazio per un corleonese che crede alla lotta alla mafia leggere articoli del genere!mi disp davvero tanto!
Lorena

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Sono davvero contento dello scatto di orgoglio di questi interventi fatti da corleonesi giovani e meno giovani. Credo che la testimonianza di chi è più grande è di fondamentale importanza perchè noi giovani conosciamo l'oggi e non le lotte di tanti corleonesi come quelle ricordate dal signor Pinzolo. Ma l'intervento di Lorena è anch'esso importante perchè testimonia che anche una nuova generazione di corleonesi sta crescendo, che ha voglia di riscattare il nostro paese e che crede nella lotta alla mafia. Insomma finalmente una parte di Corleone si indigna e non rimane indifferente. Grazie a tutti.

Giuseppe Crapisi

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Comunque a parte l'articolo di Bolzoni, la cosa che ki rende orgoglioso di essere Corleonese, è che persone giovani e no, corleonesi e no si rendono conto che c è una bella Corleone che lotta contro la mafia e anche contro l'indifferenza.
Grazie di a tutti, basta non mollare...
Francesco Milazzo

Anonimo ha detto...

Non vorrei stonare troppo con il resto dei commenti.Io conosco Attilio Bolzoni e come avete detto e sottolineato più volte nei vostri interventi è un giornalista molto valido.Io credo che conosca gli ingranaggi di cosa nostra, in particolar modo i fili che congiungono la mafia alla politica, assai meglio di molti cittadini corleonesi.Quello che voglio dire ai più giovani e disinteressati all'argomento è che non basta solo indignarsi se ci chiamano mafiosi e poi non prestare attenzione alcuna al fenomeno.Per superare per sconfiggere cosa nostra per andare avanti non bisogna dimenticare mai quello che è successo e ricordarlo sempre come uno olocausto ancora purtroppo non terminato. Inoltre anche Bolzoni ,come tutti, tende a scrivere quello che più fa notizia,quello che più attira basta leggere il suo libro “Il capo dei Capi” per notare che gli eventi sono stati un po’romanzati.Purtroppo le centinaia di omicidi e i vasti consensi di cosa nostra raccontati in quel libro sono più veri che mai anche se romanzati.Non c’è dubbio che tutti i Corleonesi sono tutti mafiosi se no i mafiosi su chi comanderebbero.Secondo me però è pure vero che la stragrande maggioranza dei Corleonesi ha una mentalità mafiosa,vuoi per ignoranza ,vuoi per degrado culturale, vuoi per comodo,vuoi per convenienza,vuoi per moda,molto meno per paura.Lo dimostra il fatto che quando si fanno pressioni ai ragazzi di Dialogos quest’ultimi sono lasciati soli, lo dimostra il fatto che da tanti anni i non si aggregano nuovi ragazzi alla redazione del giornale,lo dimostra la poca partecipazione alle primarie del pd,lo dimostra il fatto che a scrivere qui siamo sempre le stesse persone.Caro Giuseppe Crapisi non c’è dubbio che tu ed altri(pochi) né sono maifiosi né hanno la mentalità mafiosa,ed il tuo lavoro con dialogos è veramente lodevole ,ma ti chiedo di non cimentarti nella difesa di una intera cittadinanza senza distinzioni non solo perché non se lo merita ma perché non lo vuole,perché la mafia le piace.Forse è vero che qualcosa si muove nelle nuove generazioni ,ma noi dobbiamo fare in modo che questa voglia di taglio con il passato non sia solo una conseguenza del furore adolescenziale che non si spenga arrivati ai 20 anni, deve essere una rinuncia consapevole e basata su una scelta dopo una conoscenza approfondita dei fattiin modo da essere tenace e duratura, in questo libri come quello di Bolzoni ci possono aiutare.Non corriamo il rischio di fare come Cuffaro nella famosa puntata del Maurizio Costanzo Show contro Falcone.

Anonimo ha detto...

L'anonimo dell'articolo "stonato sono io Mario Cuppuleri.Scusate ma non sapevo come far apparire il mio nome nella pubblicazione.

Anonimo ha detto...

carissimo giuseppe,
leggendo il tuo accalorato commento all' articolo di bolzoni sono rimasta sgomenta, ma più che sgomenta spaesata.spaesata perchè un commento del genere me lo posso aspettare da un cuffaro, da un miccichè e tutti i loro amici, non certo da un ragazzo che, come tu dici di te stesso, fa antimafia.
ma la cosa che più di ogni altra mi ha lasciato perplessa è stata l'apologia che tu hai fatto dei "non-schierati", come fossero la quinta essenza dell'antimadia.difesa che fa comodo ai non-shierati stessi che non si sentono disturbati nei loro sonni colpevoli,e ovviamente ai mafiosi,che certamente non potranno contare sull' appoggio diretto e consapevole di questi signori ma che non se li troveranno mai fra i piedi.tu, meglio di me, dovresti sapere che in una sicilia mafiosa, come è la nostra, non c' è peccato più grave dell' ignavia!

per quanto riguarda la presunta ignoranza di bolzoni non aggiungo alcun commento, risponderà lui stesso quando e se queste cose le dirai a lui lunedì.
permettimi di aggiungere un ultimo commento, anzi una domanda: mi vuoi spiegare per quale motivo un ragazzo della tua età dovrebbe saperla più lunga di un giornalista , o studioso che sia, che nella sua vita si è sempre occupato di mafia, leggendo chilometri di pagine,parlando con magistrati, beccandosi querele, sentendo l' odore del sangue?

alice de paola

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Ciao Mario ti ringrazio per avere scritto questo commento stonato rispetto agli altri. Ma nessuno di noi qui ha detto che l'analisi di Boldoni sulla mafia a Corleone non è fondata, anzi io lo sottolineo, ma è pure vero che non si può dire che tutta Corleone è pronta a festeggiare! Io non mi voglio mettere a difesa di tutta la cittadinanza, ma di una buona parte si. Perchè non è vero che tutti i corleonesi sono contigui con la mafia. Il problema dei corleonesi è l'indifferenza, indifferenza a tutto ciò che non riguardi se stessi e la propria famiglia. E' vero che su Dialogos scriviamo sempre gli stessi, ma se ci contiamo siamo una quindicina di persone, una rete che parte da Corleone, passa per Bolognetta, Palermo e arriva a Firenze. Ti chiedo Dialogos come mai è nato a Corleone e non in altri paesi del comprensorio? Questo è un esempio, altri se ne possono fare. Ciòè i problemi ci sono, nessuno li nasconde, anzi li denunciamo ma non si può con un articolo gettare fango su tutto. Sulla scarsa partecipazione alle primarie non entro nel merito, ma chiedo perchè dovevano partecipare? Dove sono stati i partiti di centro-sinistra in questi mesi? Mario tu dici che Dialogos è fatto da poche persone, hai ragione, allora una proposta dacci una mano! La vita non è fatto di solo bianco, la mafia non esiste, ne di solo nero, tutti i corleonesi sono mafiosi, ma di sfumature......

Giuseppe Crapisi

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Cara Alice ringrazio anche te, io ho parlato di ignoranza della situazione corleonese e non che Bolzoni è ignorante. Di certo non voglio sentirmi io superiore a nessun altro, in fondo sono un giovane, ma che nel scrivere a Corleone forse rischio qualcosa anche io e non mi và che si continui a dire Corleone è solo mafia. Non è vero! Ripeto non è possibile fare di tutta un'erba un fascio. Ancora grazie.

Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

quando ho parlato di ignoranza intendevo dire proprio ignoranza della situazione corleonese: come puoi dire a bolzoni che è ignorante della situazione corleonese se proprio a proposito di questa situazione ci ha scritto due libri documentatissimi?
ti pare che lui non conosce la corleone buona?certo che la conosce, evidentemente trova che sia più utile parlare di quella cattiva.
comunque non volevo dire che tu, giuseppe, ti senti superiore a nessuno, critico piuttosto un atteggiamento generale di molti giovani corleonesi illuminati.
alice

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Ragazzi sono davvero contento finalmente si è aperta una discussione, con opinioni diverse questo è il bello della libertà di espressione. Ad Alice voglio dire che se Bolzoni non ignora la situazione dell'altra Corleone, come dici tu quella buona, allora ha volutamente dire che Corleone è uguale mafia. Risultato dai ragione a me che non rende giustizia a chi cerca di fare cambiare la cultura di questo paese, che come tanti paesi della Sicilia ha in sé tanti problemi tra cui quello della mafia. Sui corleonesi illuminati io non ne conosco tanti! Anzi conosco qualche giovane che lotta, mettendoci non solo tempo e denaro ma mettendoci anche la propria carriera personale, perchè in Sicilia essere schierati (non politicamente) significa non avere certi privilegi che spettano a chi è vicino al potere, pur avendone i titoli..... Sul fatto che io parli delle persone non schierate parlo della gente comune, come potrebbe essere la mia famiglia o le molte altre famiglie di Corleone. Alice essere in disaccordo è un principio sacrosanto, ben vengano. Grazie ancora!

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Sono Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

L'articolo di Giuseppe Crapisi ha tanti meriti , quelli cioè di scuotere il sopore, l'indifferenza, l'immobilità e tanto altro. Ha anche quello di avere posto accanto al titolo lo stemma di Corleone: un leone reale che sorregge un cuore. Mi piacerebbe che Giuseppe scrivesse un altro articolo con un titolo: I veri leoni di Corleone.In questo articolo si potrebbe narrara tutta la storia di Corleone compresi gli episodi di lotta descritti, dal signor Pinzola.
Caro Giuseppe e cari amici di Dialogos la cosa importante per voi e per tutti noi, quelli della società civile, è esser vigili e partecipare. Sbaglio o questo è anche il vostro motto.
Approfitto per esprimere a Dino Paternostro la mia solidarietà e la stima.
Anche lui fa parte dei leoni.
Il vostro leone posto sullo stemma mi ricorda quello dei due leoni sulla porta di Micene. I leoni simboleggiano, luoghi storici ricchi di cultura.
I veri leoni, infatti, sono quelli che si battono lealmente e con coraggio.
Non cè nessun animale che mi viene im mente per descrivere un mafioso, perche temo di recare offesa all'animale.
Antonia Arcuri

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Antonia volevo dirti solo una cosa: di dialogos ormai ne fai parte anche tu. Spesso anche io commetto l'errore di dire che la redazione è formata da noi cinque, invece Dialogos siete tutti voi. Una lunga giornata di confronti. Che bello!

Giuseppe Crapisi

luca ha detto...

ciao Giuseppe,
purtroppo è vero: la realtà di corleone è talmente intricata che debbono passare alcuni giorni di ricche esperienze prima di poter afferrare almeno una parte della sua natura. i campi di lavoro libercarci dalle spine sono utili a questo scopo, a me è successo proprio così: uno degli ultimi giorni del campo ho fatto una chiacchierata chiarificatrice è tante cose sono apparse lampanti.

solidarietà ai siciliani in lotta contro la mafia e l'antimafia spicciola.

saluti a tutta la redazione
Luca Doretti