domenica 28 ottobre 2007

Il Simbolismo dei colori


Un guizzo scuro scaturì entro i recessi più riposti del EN SOF, il Senza Fine, un vapore informe racchiuso nell'anello di luce né bianco nè nero né verde, privo di tinta. Quando ebbe dimensioni e assunse tinte lucenti, dal guizzo della fiamma si sprigionò una qual sorgente, occulta oltre ogni occulto del mistero del EN SOF, donde i colori scaturirono per diffondersi verso il basso..

(Zoar. Il libro dello splendore)

La realtà è colorata, e questo è sotto gli occhi di noi tutti.

Il colore, sin dal suo nascere, appare strettamente legato all'essere nel suo esistere.

Per gli Egizi IUN significava colore, Un designava l'essere nella sua accezione di esistere, IU ,essere come copula.

Dunque, l'essere è colore.

Esiste, secondo Jung, una stretta correlazione tra i colori e i sentimenti; egli afferma, infatti, che la totalità dei colori è immagine della totalità psichica.

Negli anni cinquanta l'équipe dell'Istituto per la Psicologia e la Caratterologia dell'Università di Friburgo costruisce il test di Pfister o Della piramide di colore.

Max Lücher nel 1949 struttura il Test dei Colori, che si diffonde su scala mondiale.

In principio, afferma Lücher, la vita dell'uomo era regolata dall'oscurità e dalla luce, nelle vesti del giorno e della notte.

I colori associati a questi due aspetti sono: il blu scuro del cielo notturno che esprime quiete e passività ed il giallo lucente del giorno, il colore della speranza e dell'attività.

I colori dell'attività variano a seconda della modalità: se esprimono attacco, conquista si attestano sul rosso, se difesa, mantenimento di una posizione, o conservazione di sé, verde.

La notte è nera.

Gli orfici narrano che la Notte dalle ali nere fu amata dal Vento e depose un uovo d'argento nel grembo dell'oscurità e che Eros nacque da quell'uovo e mise in moto l'universo.

Alchimia deriva da Kemet, la terra nera e fertile lasciata dal Nilo dopo le inondazioni.

L'opus alchemino inizia con la nigredo, da cui origina, sulla base di una prima trasformazione la rubedo.

Nelle fiabe le figure matrigne vestono di nero, come le streghe.

La Grande Madre, divinità primitiva, veniva raffigura in nero.

In Grecia era venerata, anche, un'Afrodite melania, nera quindi, contrapposta all'Afrodire urania che era verde-azzurra.

Nella scala di Lucher il nero non è un indicatore di benessere psichico ed è associata la sua presenza, a seconda del posto che occupa, ad inibizione affettiva, ad una pulsonalità aggressiva.

Tuttavia proprio dal nero, il colore del buio e del Nulla, nasce il rosso, il colore della vita.

Dal nero dell'inconscio, al rosso dell'individualità e dell'amore.

Sulla nera materia inerte, dunque, scocca la scintilla vitale che anima la anima

I signori del fuoco, erano nell'atichità quelli che possedevano un poter trasmutativo, cioè i fabbri, i vasai, gli sciamani, gli stregoni e gli yogin.

Afferma Eliade che il fuoco era considerato la manifestazione di una forza magico- religiosa che poteva modificare il mondo, e di conseguenza non apparteneva ad esso.

Ma il rosso, simbolo dell'energetica psichica, è anche simbolo dell'aggressività, della forza distruttiva.

Nella tipologia del rosso ritroviamo una personalità molto dinamica , portata all'azione, alla leadership: il personaggio di Lucy dei Peanuts, la incarna perfettamente.

I colori sono archetipi, sono per questo indicatori di un complesso di contenuti inconsci, che si impongono talvolta all'io.

Ippocrate, il famoso medico dell'antica Grecia, associava al fuoco un temperamento sanguigno, alla terra quello flemmatico, all'aria il collerico e infine all'acqua il melanconico.

Empedocle univa i colori agli elementi della natura: giallo alla terra, nero all'acqua, rosso al fuoco, bianco all'aria.

Nell'abbinare i colori alle funzioni psichiche, e quindi ai suoi tipi psicologici, Jung attribuisce al blu il pensiero, al verde la sensazione, al rosso il sentimento e al giallo l'intuizione.

Sempre nella descrizione che ne fa Widmann, il blu si colloca al polo opposto rispetto al rosso.

Ha infatti un effetto fisiologico sedativo, più vicino al nero nella scala cromatica; nel lessico greco Kuaneon indica sia il nero che il blu.

Goethe osservava che l'azzurro conduce sempre con sé qualcosa di scuro, il nero che si schiarisce, infatti diviene grigio-blu.

Kandinsky afferma che quanto più il blu è profondo, tanto più richiama l'uomo verso l'infinito.

Esso contiene un legame tra il cielo e la terra, è il simbolo della sophia, mentre il rosso si addice allo Spirito Santo. Rosso e blu risultano, pertanto, strettamente legati.

Con un linguaggio di tipo psicodinamico si può dire che l'energia della libido si coniuga alla magia del pensiero.

Al blu viene associata l'immagine della Madonna e della madre buona.

Se il rosso è il colore dell'agire, il blu è quello del sentire e, come tale, i suoi significati rimandano alla sfera affettiva.

Per Lüscher ogni tipo di blu corrisponde alla dimensione della Gemüt, del sentimento, dell'affettività, del regno del cuore.

I fiori blu, ricordiamo, sono quelli dei mistici e dei romantici.

Alla tipologia in blu appartiene il temperamento malinconico e riflessivo, di chi ha propensione per la quiete, di chi desidera partecipare, e non vincere nelle situazioni di agonismo.

(continua/1)

Antonia Arcuri

2 commenti:

Giuseppe Crapisi ha detto...

Antonia come si fa a stabilire quale colore fa bene alla nostra psiche e se ci sono dei luoghi e dei beni che avendo quel colore possono favorire la nostra vita. Ciao

Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

Domanda difficile, io la porrei così: qual è il colore che mi rappresenta?
Se dovessi rispondere io direi: il giallo.
In questo colore infatti ritrovo la dimensione solare che mi rende viva.
Amo anche il rosso e l'arancione, che appartengono alla stessa famiglia.
Tutti i colori, però, esprimono emozioni e sentimenti. Tutti i colori fanno bene, sul nero però non ci giurerei.
Il problema sorge è quando i sentimenti sono coartati.
Certo i luoghi hanno una loro importanza per il nostro benessere, e tu hai la fortuna di vivere in un centro circordato dal verde. A me questo manca molto.Ma la cosa più importante e vitale è rappresentata dalla capacità di stabilire relazioni, di poter prendersi cura di sé e degli altri, di dare e ricevere amore.
Il bene assoluto, poi risiede nella saggezza, ma la strada è lunga, se mai arriveremo.
Ciao
Antonia