martedì 16 ottobre 2007

Giovanni Orcel l'uomo che cercò l'unità tra operai e contadini

Lunedi finalmente dopo 87 anni è stata scoperta una lapide per ricordare il luogo in cui fu assassnato dalla mafia il sindacalista Giovanni Orcel. L'iniziativa è stata promossa dalla CGIL e dal Centro Impastato. A scoprire la targa è stato Italo Tripi segretario della CGIL Sicilia e Umberto Santino del Centro Impastato, erano presenti anche il Presidente della Commissione Antimafia Forgione e il Vicepresidente Lumia. Giovanni Orcel era segretario dei lavoratori metallurgici e portò una grossa battaglia all'interno dei cantieri navali nel primo ventennio del 900. Giovanni Orcel è una figura di rilievo in quanto in quel periodo capisce prima di altri che la lotta della classe operaia non può prescindere, specie in Sicilia, da una lotta comune con i contadini che lottavano per un miglioramento delle condizioni contrattuali. Dopo la cerimonia della scoperta della lapide è stato possibile visitare una mostra di documenti storici dell'epoca, sul movemento operaio e su Orcel, raccolti dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, proprio nei suoi locali. Tale mostra sarà aperta per tutta la settimana. Giornali dell'epoca, documenti della prefettura, insomma materiale storico prezioso. Poi siamo andati nella sala lettura della stessa biblioteca dove c'èra la presentazione del libro “Giovanni Orcel” scritto da Giovanni Abbagnato. I relatori della presentazione erano Italo Tripi, Umberto Santiniìo, Maurizio Calà Segretario della Camera del Lavoro di Palermo, l'autore Giovanni Abbagnato e Gianni Rinaldini Segretario Generale della Fiom-CGIL. Italo Tripi ha ricordato come la classe operaia di Palermo ha avuto un ruolo importante per la città di Palermo e non solo. Mentre Umberto Santino ha parlato del suo centro che da trent'anni ha iniziato una strategia della memoria. Poi ha ricordato la figura di Orcel che insieme a Nicola Alongi di Prizzi, il quale aveva vissuto l'esperienza dei Fasci Siciliani, hanno cercato di unire la lotta degli operai con quella dei contadini. Insomma avevano preceduto nei fatti ciò che Gramsci ha scritto su “Ordine Nuovo”. Ma ha anche ricordato che troppo spesso la storia delle grandi lotte dei siciliani non vengono considerati dalla Storia. L'autore invece ha raccontato come gli è venuta l'idea di scrivere questo libro, raccontando che lui viveva di fronte la sede del Partito Comunista intitolato Giovanni Orcel. Anche l'autore ricrda questo legame tra operai e contadini instaurato da Orcel e ricorda che durante lo scipoero ai cantieri navale arrivava il grano di Corleone, pur se già Nicola Alongi era stato ucciso dalla mafia. Orcel inventò anche le commissioni per il caro vita. Dice Abbagnato che Orcel è stato un uomo straordinario che avaeva previsto la sua morte. Ma ha anche ricordato che nel suo libro viene anche denuciata l'inchiesta, fatta per non arrivare alla verità. Non si arriva nemmeno al processo e vengono perseguite delle piste di scarso rilievo. Una giornata intensa per ricordare un uomo un movimento di lotta dimenticato. Vi consiglio di leggere questo libro, perchè questi libri sono pezzi unici che parlano di una storia che la Storia accademica ha deciso di oscurare.

Il libro è “Giovanni Orcel”, Govanni Abbagnato, Di Girolamo editore.

Giuseppe Crapisi

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