giovedì 20 settembre 2007

Rinnovamento della Pubblica Amministrazione? I sindacati dicono di No.


Nessuno certamente vuole accusare i dipendenti pubblici di completa inefficienza. Ma nemmeno possiamo negare che i problemi ci sono, problemi che sono strutturali. Infatti, l’età media dei lavoratori della Pa è tra i 55 e i 60 anni di età. Ciò impedisce una politica di riqualificazione del personale. Altro problema è che in questi decenni i governi che si sono succeduti hanno permesso l’entrata di soggetti che non hanno vinto un concorso, come la Costituzione impone, ma sono entrati attraverso i canali della precarizzazione. Soggetti che non sono funzionari perché hanno vinto un concorso che attesta la loro professionalità in base a dei requisiti richiesti. Questi problemi strutturali rendono la nostra Pa non all’altezza delle sfide del terzo millennio. Su queste basi il ministro, delle Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione, Nicolais ha lanciato questa proposta: tre pensionamenti incentivati ogni nuova assunzione. In un primo periodo dovrebbe partire in maniera sperimentale in alcune realtà locali, dopo una consultazione sindacale. Ciò favorirebbe l’ingresso di giovani laureati disoccupati che hanno la professionalità, ma sono parcheggiati in attesa di un lavoro, magari in call center. Tale proposta, insieme ad altri tagli, tra cui un taglio all’abuso di consulenze esterne, dovrebbe portare tagli per circa 500 milioni di euro l’anno. Sicuramente nei primi anni il risparmio non ci sarà, ma nel lungo periodo si, favorendo lo svecchiamento della Pa e favorendo l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro. A questa proposta però sono già contrari i Sindacati che chiedono il rinnovo del contratto collettivo. Ma chiedo io, che c’entra? Le due cose non sono complementari. Ma come spesso accade i sindacati proteggono i diritti dei lavoratori ma non pensano minimamente a chi non ha nemmeno il lavoro. Faranno il loro lavoro ma anche noi possiamo dire che siamo d’accordo con il ministro, senza volere screditare i milioni di impiegati pubblici che ogni giorno lavorano per noi. Come finirà? Se vivrà il governo questa sarà uno dei tanti nodi da sciogliere. Staremo a vedere.



Giuseppe Crapisi

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Giuseppe, i sindacati non hanno detto no alla riforma della pubblica amministrazione, argomento che da anni tentano di portare sui tavoli di contrattazione e nemmeno all'assunzione di giovani ed allo svecchiamento della PA.
Hanno detto no all'incentivazione all'uscita, cosa che peraltro già in parte viene fatta in alcune Regioni. Hai mai sentito parlare di rottamazione dei dirigenti? Significa che, oltre alla pensione ed alla liquidazione, ai dirigenti viene riconosciuta una buona uscita piuttosto alta (si parla di decine di migliaia di euro ... la mia dirigente nel 2002 ha preso 70.000 euro!!).
Sai quanto costa un laureato appena assunto ad un'amministrazione? Circa 30.000 euro l'anno ... quindi se fai un pò di conti capirai come mai i sindacati non sono favorevoli a questa manovra.
Non credi sia meglio semplicemente spendere quei soldi per assumere giovani disoccupati?

Echuir

Giuseppe Crapisi ha detto...

Intanto ti ringrazio per aver partecipato al blog e per l'interessante commento, ma rimango della mia idea. Infatti, se ci sono dei costi elevati in un primo periodo, due anni, dovuti all'incentivo dei prepensionamenti, nel lungo periodo c'è una diminuzione significativa del costo della P.a. Ogni tre pensionamenti due assunzioni, cioè una riduzione di 2/3 della spesa su questi soggetti. Per quanto riguarda le assunzioni, io credo che se la Pa avrà bisogno nella sua pianta organica di laureati dovrà assumere laureati, come pure se avrà bisogno di persone con il diploma assumerà persone diplomate. E' logico. Quello che volevo ribadire io e che sia la non professionalità dovuta all'assunzione di dipendenti senza concorso e sia l'elevata età dei dipendenti rende la Pa non all'altezza di ciò che deve essere la nuova Pa. Detto ciò è implicito che le eventuali assunzioni devono essere fatte attraverso concorsi pubblici, come la Costituzione impone, anche se assumerà diplomati! Quindi giovani disoccupati si, ma che abbiano la professionalità che serve alla Pa.

Vi prego di firmare con il vostro nome e cognome!

Anonimo ha detto...

TROVO GIUSTISSIMA LA PROPOSTA E VORREI FARE UN ESEMPIO : NEL GIUGNO DEL 197O ( AVEVO APPENA COMPIUTO 18 ANNI)DOPO UN CONCORSO PUBBLICO HO INIZIATO A LAVORARE NELLA SANITA PUBBLICA OGGI HO 37 ANNI E 8 MESI DI CONTRIBUTI, MA NON POSSO ANDARE IN PENSIONE!!!
iL MIO POSTO LO DAREI VOLENTIERI .
VORREI FAR RILEVARE CHE DA L'ETA' DI 14 ANNI LAVORAVO E STUDIAVO ME NESSUNO MI HA MAI PAGATO I CONTRIBUTI E L'inps NON ACCETTA AUTOCERTIFICAZIONI DEGLI EX DATORI DI LAVORO ANCHE SE A QUESTO PUNTO PAGHEREI IO QUEI CONTRIBUTI.
SCUSATE LO SFOGO
ELISABETTA BELLANDI

Anonimo ha detto...

Cara Elisabetta mi sa che però il governo ha fatto marci indietro, infatti non se ne parla più. Grazie per aver partecipato

Giuseppe Crapisi