domenica 16 settembre 2007

Padre Pino Puglisi : la forza delle parole


Era il 15 settembre 1993 quando, all’imbrunire di una giornata ancora estiva a Palermo, don Giuseppe Puglisi, parroco di Brancaccio, quartiere della periferia a est della città, fu freddato con colpi di pistola alla nuca da un killer della mafia, mentre stava per aprire la porta del condominio di case popolari in cui abitava. Due individui con fare sospetto gli si avvicinarono per intimargli che si trattava di una rapina. Don Pino sorrise con il volto velato di tristezza. «Me lo aspettavo» rispose. Quel sorriso triste e quelle parole, affilate come una lama, penetrarono nel cuore del suo uccisore.
La storia di Padre Puglisi dimostra a tutti noi la forza dirompente delle parole, come possano diventare punto di riferimento, parole che non sono buttate al vento, parole "Concrete" che disturbano l'ordine costituito di cosanostra.
Parole che si contrappongono ai discorsi retorici , ai discorsi forti che non si concretizzano non capaci di tramutarsi in azioni, in punti di riferimento.
Volevo ricordare Padre Pino Puglisi, detto 3P, con una testimonianza di un suo ragazzo:

“Se c’era un problema grave non ti riempiva di paroloni, di massime sublimi ma ti stava a sentire con l’espressione di chi si fa carico del tuo dolore. Non lo minimizzava ma poi riusciva a trovare il pensiero che ti consolava, anche perché ti veniva comunicato da fratello, da compagno di strada che però aveva la certezza della luce perché aveva trovato il senso del cammino”.

Un sacerdote, un uomo, un martire della nostra Sicilia.
Ciao Padre Pino

Francesco Milazzo

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