domenica 2 settembre 2007

I giovani volontari del progetto “Liberarci dalle spine” hanno incontrato il PM Michele Prestipino e l’On. Giuseppe Lumia

La Camera del Lavoro di Corleone venerdì sera ha organizzato un interessante incontro tra i ragazzi che sono venuti a Corleone per lavorare nei terreni confiscati alla mafia e i soci della cooperativa Lavoro e non solo dell’Arci con il PM Michele Prestipino e l’On. Giuseppe Lumia. L’incontro si è svolto nella palestra comunale “Pio la Torre” di Corleone, dove alloggiano i giovani volontari del progetto “Liberarci dalle spine”. I due relatori hanno fatto una breve introduzione e poi hanno dato spazio alle numerose domande dei ragazzi che hanno dimostrato ancora una volta, se ce n’era di bisogno, l’interesse su questo fenomeno. Lumia che è vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia, ha sottolineato che anche il 41 bis ha delle lacune che permette ai boss di continuare ad essere attivi anche dal carcere. Inoltre ha detto che bisogna spezzare il radicamento sociale della mafia, il radicamento economico-finanziario e le collusioni politico-istituzionali. Parlando della situazione della mafia attuale ha detto che oggi all’interno di Cosa Nostra ci sono delle fibrillazioni e che in questi casi bisogna evitare l’isolamento delle istituzioni. Oggi l’antimafia deve fare un salto di qualità, cioè legare sviluppo e legalità, come la vostra esperienza dei beni confiscati attraverso le cooperative sociali. Dopo di lui Prestipino prendendo spunto dal suo ultimo libro “Il codice Provenzano” ha parlato delle due cartoline recapitate a Provenzano e Riina. Anche Prestipino ha ribadito che l’antimafia vera non è quella che si svolge nelle aule dei tribunali, ma è questa. Infatti, nell’ultimo periodo la mafia ha attaccato proprio questi simboli. Questo perché la vera antimafia è quello fatto da voi che create un percorso alternativo a quello della mafia. Ecco il motivo delle intimidazioni. Voi non state facendo testimonianza ma fatti. Presente era il Sindaco Iannazzo a testimonianza di un’amministrazione attenta a questi temi e vicina. Ancora una volta dobbiamo denunciare la scarsa presenza dei corleonesi in queste manifestazioni, forse ancora molto resta da fare o forse ciò ci deve far riflettere e dire che hanno ragione i due relatori che hanno detto che bisogna coniugare legalità e sviluppo. Altrimenti è sterile la sola testimonianza, ma lo sviluppo deve essere agevolato dalle istituzioni pubbliche che spesso fanno parte del sistema. E quindi a noi non rimane che denunciare, ricordare, riflettere. Insomma sembra non esserci soluzione invece basterebbe che ogni parte facesse la sua parte. Noi abbiamo il compito di cambiare la cultura e per questo lotteremo sempre!

Giuseppe Crapisi

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il compito di noi tutti è quello di denunciare la malafede, gli imbrogli, le corruzioni, le violenze, gli inganni, lo sfruttamento, il raggiro, le manipolazioni.
Ricordare chi ha sacrificato la propria vita per mantener fede ad un patto di onestà con se stessi e con gli altri, è un nostro dovere.
Impegnarsi con coerenza per testimoniare, con le proprie scelte di vita e il rigore morale, il nostro modo di dire: No alla Mafia e a tutte le forme di Violenza.
Giuseppre Crapisi ce lo ricorda in questo articolo, e a lui diciamo: grazie.
Antonia Arcuri