domenica 9 settembre 2007

Due Rocche: ogni sopralluogo è assolutamente inutile

di Orazio Caldarella


La mia non era una considerazione generale ma bensì particolare, che estendeva a 360° una riflessione partita proprio dalle Due Rocche e coinvolgeva politica, ambiente, gestione del territorio, competenze e sensibilità civica. E vorrei anche far notare che allo stato attuale delle cose ogni sopralluogo è assolutamente inutile, visto che è rimasto ben poco o nulla. Rifletto, pero, sul fatto che una mia mail (di turista a passeggio per Corleone), abbia di colpo risvegliato un'interesse per un luogo che da tempo è oggetto di lavori straordinari tra l'altro anche particolarmente evidenti e rumorosi, e proprio all'interno dell'area urbana. La mia non vuole essere polemica, non serve. Forse serve più sapere, quanto ho visto l'ultima volta che sono passato dalle due rocche, quelle vere. Circa tre anni fa.

In quell'occasione, oltre ad aver osservato la folta vegetazione, che chiaramente si nota anche dalle foto pubblicate nel sito e precedenti alle opere di "riqualificazione", esisteva (ed era luglio inoltrato), una pozza d'acqua nella quale era ospitata una nutrita fauna ad anfibi e rettili. Ricordo con certezza la Rana verde, scientificamente nota con il nome di Rana hispanica, che a quanto mi dicono, è stata recentemente separata dal ceppo italiano che invece ha mantenuto il nome di Rana lessone Proprio quest'ultima specie è inserita nell'Allegato IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE del 21 maggio 1992). Inoltre, era anche presente la biscia (Natrix natrix), la cui sottospecie siciliana (credo la sicula), non risulta contemplata nell'allegato succitato. Tra quelle sicuramente inserite risultano invece: il Ramarro (Lacerta viridis ) e la Lucertola campestre (Podarcis sicula). Non ho visto, ma avrebbe potuto esserci, la tartaruga palustre (Emys orbicularis), forse qualche corleonese potrebbe saperlo con certezza. Dico questo per sottolineare l'esistenza di strumenti legislativi, a livello europeo, che spesso non trovano applicazione a livello nazionale o regionale con l'istituzione di aree protette adeguatamente ampie che annettano oasi ad elevata naturalità, come appunto sono le due rocche.

Adesso tali presenze andrebbero provate (ma come? non è rimasto più niente!).

Tuttavia, credo che questo tipo di discussioni, scaturite da scempi inutili, debba abituarci ad una visione più critica del nostro territorio, ed ad una maggiore tempestività di intervento. Utile diventa una maggiore trasparenza nella gestione pubblica e da una puntuale richiesta di chiarimenti da parte di chi ne abbia vero interesse.

Andando alle valutazioni di incidenza, credo che essendo all'esterno del SIC di Rocca Busambra, e neanche in prossimità di questo, tale opera no ne necessiti.

Tuttavia potrebbe darsi che l'area è sottoposta ad altro genere di vincolo e che, in questo caso, sia stato a suo tempo necessario altro tipo di parere o perizia.

Saluti e a presto.

Orazio Caldarella


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