venerdì 14 settembre 2007

Antimafia 2000: lettera aperta al Corriere della Sera



LETTERA APERTA AL CORRIERE DELLA SERA

Caro Direttore,

le scrivo in merito alla polemica sorta in seguito all'intervista di Alzo Cazzullo al Presidente Emerito della nostra Repubblica italiana Francesco Cossiga, pubblicata dal suo giornale il 7 settembre scorso.
Dal mio piccolissimo osservatorio sulla scena politica nazionale mi sento infatti di rispondere, insieme alla redazione della rivista
ANTIMAFIADuemila, che mi onoro di dirigere, alle accuse rivolte dal senatore a vita all'on. Nando Dalla Chiesa, al giudice Giancarlo Caselli, al compianto on. Enrico Berlinguer e ad altri che hanno replicato con giustificate proteste e richieste di chiarimento.
Francesco Cossiga, è questo ciò che penso, è una mente diabolica e raffinatissima.
E per smascherare le menzogne di una mente diabolica e raffinatissima suggerisco un metodo: opporre delle antitesi alle sue tesi, ossia leggere le sue dichiarazioni esattamente al contrario.
Il sistema è semplice. Se Cossiga dice che “la P2 è una bufala”, la realtà ha un significato totalmente opposto: la P2 era un'associazione criminale che ha tentato e tenta di dominare il Paese con un potere basato sulla violenza. La storia è testimone.
Stesso discorso per le accuse rivolte a Giancarlo Caselli, che secondo Cossiga avrebbe votato, insieme ai “suoi amichetti” contro Giovanni Falcone. A dimostrare il contrario ci sono le carte: i verbali del Csm – di cui Caselli ha fatto parte dal 1986 al 1990 – testimoniano come il giudice abbia in realtà votato a favore di Giovanni Falcone per l’elezione a capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo. Proseguendo in questi anni la sua battaglia sul fronte antimafia con coraggiose inchieste che hanno portato, nel caso per esempio del senatore Andreotti ad una sentenza sì di assoluzione, ma solo per prescrizione del reato. La sentenza ha infatti confermato le collusioni con la mafia di Giulio Andreotti che fino al 1980 ha intrattenuto rapporti con esponenti di spicco di Cosa Nostra siciliana.
In ultimo Nando dalla Chiesa, che secondo il Presidente Emerito avrebbe detto già “abbastanza cazzate” sul padre Carlo Alberto. Al senatore vorrei ricordare che nel libro
Delitto Imperfetto sono indicati in modo assolutamente preciso fatti e circostanze che lasciano intendere la presenza di menti raffinatissime dietro la morte del generale Dalla Chiesa. E che indicano gravi responsabilità e gettano inquietanti ombre sul ruolo allora ricoperto dallo stesso senatore a vita Giulio Andreotti.
Sul caso Donat-Cattin non intendo invece soffermarmi, poiché anche un bambino capirebbe quanto sciocche siano le dichiarazioni rilasciate.

Intendo al contrario intervenire su un'ultima cosa ancora.

Il senatore sostiene che dopo la sua morte sarà ricordato nei libri di storia solo nelle tavole cronologiche. Io mi auguro che non sia così. Mi auguro che la storia di Francesco Cossiga non passi inosservata, che i ragazzi possano leggere e studiare sui banchi di scuola del suo passato oscuro, del suo appoggio ai servizi segreti deviati, del suo ruolo nel sequestro Moro, dei depistaggi sulle indagini relative all'assassinio di un suo compagno di partito, in modo che uomini come lui possano non infangare più la storia del nostro Paese.

Ancora, mi auguro che possa campare tanto a lungo quanto sarà necessario per essere testimone della sua vergogna, poiché ho fiducia nella giustizia, nella convinzione che prima o poi la verità sul suo conto verrà alla luce. Per lui e per altri come lui.


Questo è ciò che penso caro Direttore, e sono sicuro che è ciò che pensano e vorrebbero dire centinaia di migliaia di cittadini italiani.


La ringrazio per l'attenzione


Giorgio Bongiovanni

Direttore ANTIMAFIADuemila


Sant’Elpidio a Mare, 13 settembre 2007

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