martedì 11 settembre 2007

Adolescenti, oggi : dalla crisi al progetto...


“I ragazzi che si amano si baciano

In piedi contro le porte della notte

I passanti che passano se li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

E se qualcosa trema nella notte

Non sono loro ma la loro ombra

Per far rabbia ai passanti

Per far rabbia disprezzo invidia e riso

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Sono altrove lontano più lontano della notte

Più in alto del giorno

Nella luce accecante del loro primo amore” (Jacques Prévert, Poesie)



Bergson affermava che esistere è modificarsi, modificarsi è maturare, maturare è ricreare incessantemente se stessi.

Massimo Rossi, in Valori e rischi trasformativi delle”crisi”in Studi Junghiani di Gennaio-Giugno 2002, afferma che in cinese crisi si scrive con un ideogramma rappresentato da due segni, di cui uno esprime il pericolo e l'altro l'opportunità.

I periodi critici riguardano ognuno di noi; c'è, tuttavia, un tempo della vita in cui la crisi è la caratteristica peculiare, l'humus.

Mi riferisco all'adolescenza. Che cosa comporta una simile condizione?

Ascolteremo ora la voce del Giovane Holden, il personaggio del romanzo di Salinger, Holden Caulfied, adolescente ribelle e confuso, alla ricerca di sè e di un progetto di vita.

Il romanzo esce negli Stati Uniti nel 1951, con il titolo The Catscher in the Rye, cioè L'acchiappatore nella segale.

Un verso di una canzone scozzese, che il giovane Holden ascoltava da bambino, il cui senso era che, quando un bambino si trova sull'orlo di un dirupo, qualcuno lo prende a volo.

Questo verso, che gli risuona nella mente, ci induce a pensare che Holden avesse, egli stesso, necessità di trovare un appoggio, una figura di riferimento, un contenimento affettivo. Infatti, interrogato dalla sorella, Phoebe, su ciò che desidera fare da grande, egli risponde.- Colui che salva i bambini afferrandoli un attimo prima che cadano in un burrone, mentre giocano in un campo di segale.

Possiamo ipotizzare che egli non abbia potuto sviluppare un attaccamento sicuro nei confronti della madre, e che questo abbia determinato, in lui, insicurezza nelle relazioni, scarso senso dell'autostima, difficoltà a separarsi.

Possiamo, altresì, supporre che la figura paterna non sia stata emotivamente molto presente, impedendogli di sperimentare e trasformare il vissuto di rabbia all'interno di un lotta , un corpo a corpo simbolico con il padre.

C'è un muro edipico che occorre scalare, per poter raggiungere lo stato adulto.

Sulla cima di quelle scale si affaccia il padre.

Nella lotta, una volta vince l'uno, una volta l'altro. Se il padre non c'è, il muro viene aggirato e la rabbia implode in maniera depressiva, o esplode in maniera deflagrante.

Attraverso la voce del protagonista, che è anche il narratore, veniamo a conoscenza di alcuni fatti che gli accadono in prossimità del Natale del 1948, e del suo sentirsi molto a terra.

“ Probabilmente potrei dirvi quello che feci quando andai a casa, e come mi sono ammalato e via discorrendo, e che a scuola dovrei andare in autunno quando sarò uscito da qui, ma non ne ho voglia. Sul serio, ora come ora, queste cose non mi interessano molto. Un sacco di gente, soprattutto questo psicoanalista che c'è qui, continuano a domandarmi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare, E' una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire come fate a sapere quello che farete, finché non lo fate? La risposta è che non lo sapete. Credo di si, ma come faccio a saperlo. Giuro che è una domanda stupida.”

Queste parole di Holden fanno pensare che egli graviti, ancora, nell'ambito del principio del piacere, e che il piano della realtà non possa essere neppure ipotizzato.

La crisi del giovane Holden appare legata alla difficoltà di differire nel tempo la realizzazione dei desideri, alla scarsa progettualità nella costruzione dell'identità, tema dominante nell'adolescenza, all'impossibilità di mettere a confronte l'immagine di sè con quella che hanno gli altri.

La parola crisi dal greco Krino, contiene nella sua area semantica i significati di: scegliere, discernere, secernere, separare, distinguere, decidere, giudicare. (En teon crísei ( Eschilo, Agamennone), nel giudizio degli Dei.)

La crisi implica una condizione, in cui il soggetto è chiamato ad operare una scelta difficile, pericolosa e nello stesso tempo ricca di possibilità, che mobilita le sue forze, emotive e cognitive, poichè egli deve distinguere delle verità di fondo e separarle da ciò che è effimero, fuorviante, inessenziale.

Quando Holden abbandona la scuola, per andare alla ricerca di un lavoro, sperimenta di fatto la frustrazione legata ad un fallimento; sarà la sorella ad aiutarlo nella scelta per lui più impegnativa, dal punto di vista progettuale, di far ritorno a scuola, per portare a termine gli studi.

“Quelli che mi piacciono proprio senza fiato sono i libri, che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

(J.D.Salinger, Il Giovane Holden, Einaudi)

(cotinua/1)


Antonia Arcuri

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