lunedì 10 settembre 2007

11 Settembre: quando la guerra sarà finita, saremo troppo stanchi per goderci la vita


11 settembre : una data che evoca emozioni, ricordi di morte e terrore, una data in cui è stata fatta una “dichiarazione di guerra”a detta di alcuni giornali dell'epoca.
Sicuramente ha portato la morte di persone innocenti alle quali probabilmente non importava nulla dei “problemi” tra” il mondo civile e i barbari mediorentali”, tra Bush e Bin Laden: la morte è tragicamente arrivata in un giorno che ha segnato per sempre la storia .
In questa occasione vogliamo sicuramente cogliere l'occasione di esprimere nuovamente la nostra vicinanza e affetto a tutte le famiglie dei deceduti , non potendo comprendere sicuramente ne il dolore ne tantomeno la rabbia che si portano dentro.
Però quanto è valso, sul piano della civiltà e della democrazia, tutto quello che poi è venuto... guerra tanto per cambiare.
Leggendo l'interessante libro di R. Fisk “Cronache Mediorientali”, che invito tutti a leggere, sui fatti accaduti negli ultimi 150 anni in Medioriente supportato da precisa documentazione ci si può fare l'idea di quello che si respira fin dall'epoca coloniale in quelle lontane terre: odore di sangue e morte, dittature, intrighi tra le “potenze” coloniali per dividersi le terre avidamente.
Nessun atto terroristico è giustificabile ma neanche può essere espressione dell'identità di un popolo.
Noi non ci rendiamo conto, accecati dall' irrazionalità degli avvenimenti, che un popolo ha dinamiche intrinseche, generate da situazioni inimmaginabili anche lontane nel tempo, che nulla hanno a che fare con i terroristi; non ci rendiamo conto che spesso la democrazia intesa all'occidentale non si radica subito ne tantomeno con l'ausilio della guerra: per capirlo basta guardare anche di sfuggita i telegiornali o leggere i giornali.
Forse è proprio il desiderio di immediatezza che ci svia, il desiderio di ottenere tutto e subito (come sempre tra l'altro...!): estirpare il male dal mondo con tutti i mezzi possibili a nostra disposizione.
E pur vero che ritirarsi ora dalle terre che abbiamo messo a ferro e fuoco, mi sembra una soluzione troppo facile e non rappresenta una soluzione ai problemi che anche noi abbiamo contribuito ad acuire.
Nessuno di noi è chiamato a risolvere da solo i problemi del mondo, però un piccolo aiuto possiamo darlo, cercando almeno vedere le situazioni con occhio critico e non velato da rabbia, paura e vendetta.
In un giorno cosi tragico come quello di oggi, sarebbe bene ricordare le vittime di tutte le guerre, convenzionali e non, dei morti delle torri gemelle, dei 23.183 morti tra civili e militari in Iraq dall'inizio dell'anno, i 4.752 (1.140 civili, 2.917 talibani o presunti tali, 539 militari afgani, 162 soldati della Nato) morti in Afganistan in 9 mesi.

Quando la guerra sarà finita, saremo troppo stanchi per goderci la vita (Anonimo).


Francesco Milazzo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Accanto alla memoria storica dell'11 Settembre di morte e distruzione vogliamo ricordare che l' 11 Settembre del 1906 nel Teatro imperiale di JOANNESBURG in Sudafrica, un'assemblea di immigrati indiani decideva di intraprendere una campagna di disobbedienza civile alle leggi discriminatorie del Black Act.
Gandhi riconobbe in quell'evento l'atto di nascita del satyaghaha, cioè di un nuovo modo di lottare che sostituisce alla forza fisica, una forza più grande, generata dalla VERIT A' e dall' A M O R E. Noi vogliamo vivere senza più violenze.
Grazie a Francesco Milazzo e alla sua sensibilità.
Antonia Arcuri

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Vi segnalo un articolo sull'avvenimento ricordatoci da Antonia
http://www.peacereporter.net/
dettaglio_articolo.php?idart=8737

ciao Francesco