giovedì 30 agosto 2007

L'isola impossibile


“Città caduta affranta, misericordia di quiete dopo il travaglio, silenzio, pace. Velata visione, in trasparenza, di cielo che palpita di astri, profili di palazzi, chiese monasteri, cupole moresche, chiome di ficus e di palme, archi di porte chiuse nella notte... (....)“Sesto uomo Ma qui nella remota contrada senza nome, Settimo uomo Isola in cui dimora frammento di parola Ottavo uomo qui ritorna ancora in tutte le sue grazie Prima donna nelle speranze, nel sogno necessario, nella gioia luminosa dell'inganno. (V.Consolo, Lunaria) “Allora, Consolo, la Sicilia è un luogo da cui si è fuggiti e si fugge ancora? E' terra del mito o del futuro? Insomma è un'isola possibile, o è ancora impossibile? “L'Isola Possibile”, di luglio, riporta un'intervista di Laura Silvia Battaglia allo scrittore siciliano Vincenzo Consolo. “Mi dispiace dirlo, ma è ancora impossibile.” Questa, la risposta asciutta di Consolo. Chi va via, secondo lo scrittore, lo fa per necessità, per non perdere la propria libertà e dignità. E se si torna, è perché non si può stare distanti dai luoghi della memoria, e anche per verificare ciò che accade. “Quando il mio Ulisse ritorna, non trova più Itaca” “Che cosa è veramente cambiato in Sicilia, incalza la Battaglia. “La Sicilia è cambiata moltissimo, non poteva non essere coinvolta in quella che Pasolini chiamava la mutazione antropologica del nostro paese. Ma il mito dell'industrializzazione ad ogni costo, sostenuto dalla DC e dalle altre forze politiche, qui ha fatto danni più che altrove. La Sicilia era molto attaccata al suo status agricolo e purtroppo anche il PCI ha sbagliato, credendo che sarebbe nata una classe operaia più cosciente del proprio ruolo politico”. “(...) Vincenzo Consolo si è formato leggendo anche Giovanni Verga e Carlo Levi. Ha seguito anche le spinte di Calvino e Sciascia, di Moravia e Pasolini, scrittori illuminsti...Oggi c'è ancora spazio per la testimonianza civile attraverso la scrittura?” “(...) Credo, come Barthes, che lo scrittore abbia il compito di praticare una scrittura di intervento, e che se non fa questo, diventa complice della società”. (...) Consolo, per lei scrivere è un dolore, un piacere, o cosa? “Io scrivo per dovere. Anzi scrivo quando avverto il dovere di raccontare un avvenimento del passato che possa rappresentare in metafora il presente. Questo, da scrittore, credo sia il mio dovere civile.” Fin qui l'intervista l'intervista di Laura Silvia Battaglia. (...) La contrada è illuminata da una luce vivida.Si odono ululati di cani, pigolii di uccelli notturni, mentre dall'alto, sulla fontana, sullo spiazzo, piovono lentamente falde di Luna simili a garze luminescenti. (...)“Elio Seminerò Majorca e Urlìa, frumento di Franza e Tumminìa: piegherà le spighe lo zefiro di maggio, la falce di giugno taglierà quell'oro Oliva Piove la manna dal setaccio,nella madia col crescente si marita”... (V.Consolo, Lunaria) Nelle scrittura metaforica e simbolica, Consolo ricerca la possibilità di narrare il male, l'inganno, la malafede, l'ingenuità, la speranza, l'amore per la verità. Proprio perché il simbolo racchiude la verità delle cose, senza nasconderla, senza svelarla, solo lasciandola parlare attraverso le immagini.

Antonia Arcuri

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