mercoledì 29 agosto 2007

Cascata delle due rocche in rovina! Ma la chiamano riqualificazione!


Appello al Sindaco Iannazzo e ai Consiglieri

Guarda le gallerie fotografiche:

-Prima dell'intervento....


-La " trasformazione"....


Era un bel po di tempo che non andavo in quell'oasi verde che da sempre è stata la “cascata delle due rocche” di Corleone. Un posto umido, una zona verde proprio a ridosso della città. Domenica mattina ho pensato di fare un salto e rivedere questa bellezza. Inoltre volevo vedere come procedevano i lavoro del progetto di riqualificazione ambientale nell'area gole del torrente e delle due rocche. Appena arrivato davanti ai miei occhi il verde aveva lasciato il posto a una zona desertica. Tutta la vegetazione estirpata, alberi sradicati (nelle foto si vede la legna), anche la conformazione dei luoghi profondamente mutata. Le immagini parlano chiare! La cosa che mi ha colpito è il fatto che non c'era nemmeno una goccia d'acqua nel torrente. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che è da cinque mesi che non piove. Ma io rispondo che in questa zona di questi tempi non c'è acqua corrente ma sì acqua stagnante dove vive una nutrita fauna. Nelle foto potete vedere come un anno fa era quella zona. Ma si vede anche come il verde è presente nella zona che circostante che non è stata toccata. Oggi dalle immagini potete notare le rovine. L'opera per la creazione del parco ci sta costando 1.749.729,85 €, ma la cosa più grave sono i danni che stanno mettendo in rovina una delle poche cose belle che noi corleonesi avevamo. A poco a poco perdiamo pezzi importanti della nostra storia e del nostro territorio. Come il furto delle maioliche avvenuto nella chiesetta dell'ospedale dei Bianchi, dove nessuno ne sa niente! Dico io gravissimo! Anche qui il danno ormai è compiuto, ma mi voglio appellare al Sindaco Iannazzo e ai consiglieri comunali affinché controllino con i loro occhi lo stato dei luoghi e che si attivino per un controllo dei lavori. Cioè se sono state rispettate tutte le condizioni della Soprintendenza e le prescrizioni dell'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Palermo. L'appello lo faccio come corleonese ai miei rappresentanti corleonesi. Perchè se si perde una zona come questa, la perdiamo tutti noi corleonesi. Inoltre Orazio Caldarella della Lipu di Godrano mi ha detto che “quasi tutte le specie di anfibie presenti nelle zone umide siciliane erano presenti nella grande pozza delle due rocche, posta ai piedi della cascatella. Queste specie sono tutte protette dalle direttive comunitare in materia di salvaguardia dell'ambiente”. Per tale motivo lui pone un quesito: nella valutazione di impatto ambientale è stato inserito la valutazione dell'incidenza su tali specie? Chiediamo a tutta la classe politica uno scatto unitario per difendere il difendibile e per vedere se tutto è stato fatto come si doveva. Di certo di tutto si può parlare tranne che di riqualificazione! O forse si trattava di dequalificazione? Era una zona che tutti ci invidiavano. Peccato!


Crapisi Giuseppe

4 commenti:

Anonimo ha detto...

A distanza di tempo...vedo che non ci sono stati commenti all'articolo...mi chiedo: ma la castata è nel cuore dei corleonesi o stiamo diventatdo insensibili allo scempio che a nome di una presunta ristrutturazione sta avvenendo...
mi piange il cuore....Mariailcia Pollara

Crapisi Giuseppe ha detto...

Cara Marialicia il problema primo dei corleonesi è proprio l'indifferenza. Noi abbiamo fin dall'inizio cercato di combatterla, qualcosa si smuove anche la tua mail fa parte di questo cambiamento ma tantissimo rimane da fare. Comunque sulle Due Rocche non ci fermeremo al silenzio della gente e delle istituzioni.

CorleoneWorld ha detto...

Carissimo Giuseppe, ho ricevuto la tua richiesta di pubblicare la lettera inviata da Massimo Provenzano al Sindaco e al Presidente del Consiglio di Corleone sul mio sito www.corleoneworld.eu dove veniva fatta richiesta di verificare e controllare i lavori per avere certezza che gli stessi si stiano svolgendo in conformità delle previsioni progettuali e dei pareri degli enti preposti e solo per scrupolo di coscienza prima di procedere a tale pubblicazione mi sono voluto rendere conto di persona di cosa in atto vi è sui luoghi. Pertanto oggi , chiesti i permessi al responsabile del cantiere mi sono recato sui luoghi ed a giudicare da quello che ho visto devo dire che forse si sta esagerando troppo . Parlo a titolo privato e da tecnico e non da webmaster di un sito internet. Forse per chi non è un addetto ai lavori un cantiere puo sembrare arido e sterile durante l'esecuzione dei lavori , lo è anche per una semplice casa quando questa viene vista grezza e senza i dovuti rifinimenti , e a volte la prima impressione ha un effetto negativo per chi non ha molta dimistichezza nell'immaginare lo satato finale delle opere .
Detto questo , ho valutato conoscendo bene i luoghi prima dell'intervento le modifiche che sono in corso sui luoghi e quello che subito colpisce è la totale assenza della vecchia discarica fatta da lavatrici , copertoni, e sacchetti di spazzatura che ormai da tempo facevano parte del paesaggio, ho notato anche l'assenza di rovi e sterpaglia varia che per pura incuria venivano considerata macchia mediterranea dove si annidavano insetti di tutti i generi , e nascondevano grossi massi discattati dalla parete rocciosa che potevano recare seri danni ai visitatori in caso di scivolamento .Quello che si vede e che ho documentato con delel foto che pubblicherò sul mio sito è una semplice sistemazione delle aree e dei percorsi già presenti sui luoghi, muretti in pietra del luogo posti a secco (senza uso di cemento o leganti) lungo i margini dei viali che hanno preso il posto degli orribili muri di cemento armato realizzati in tempi passati, muretti sempre in pietra del luogo e sempre a secco lungo le pendici della rocca (lato galleria) che danno un minimo di regolarità ai luoghi e che una volta ultimati e decorati con piante e alberi andranno certamente a valorizzare l'area che per tanto tempo è stata priva di qualsiasi manutenzione. La parte sottostante il ponte ad arco acuto che all'epoca del primo intervento condotto sui luoghi era stato lasciato privo di rivestimento (a cemento a faccia vista) è stato rivestito con pietra squadrata dando più armonia e pulizia a quell'area dove sempre il grigio del cemento metteva in risalto gli scoli neri dell'acqua non regimentata.
I percorsi naturali che con molta fatica e accessibili solo a esperti scalatori (assolutamente impossibili anche a coloro con lievi Handicap motori)erano cosparsi di sterpaglie sono stati puliti e consentiranno un più agevole accesso ai luoghi.
L'assenza di acqua nel "tinello grande" non è certo imputabile ai lavori (sono sempre 6 mesi che non piove) sono sempre presenti i ristagni di acqua nella zona a valle della cascata . Il restauro dei mulini, che per anni sono stati lasciati all'incuria del tempo hanno restituito alla città una parte di storia che si stava perdendo ,le sterpaglie non davano l'effetiva consistenza del manufatto e devo dire è stata una bella sorpreva constatarne le dimensioni e le forme che cosi restaurate si armonizzano perfettamente con l'ambiente.
A mio parere , con la piantumazione dei gia previsti 300 alberi (circa 1 albero ogni 25 mq) l'area ritornerà ad essere quella di sempre , migliorata, più fruibile e con delle potenzialità maggiori in ordine ad proprio utilizzo.
Quanto detto , non entra nel merito delle valutazioni richieste agli Organi di controllo dalla lettera di Massimo Provenzano che presto pubblicherò su www.corleoneworld.eu, maggiori informazioni sul progetto e sulle prescrizioni in esso contenute sono da ritenersi indispensabili anche solo per dipanare eventuali dubbi legittimi .
Arch. Arcangelo Ruffino

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Arcangelo volevo prima di tutto ringraziare CorleoneWorld, come Città Nuove e Tele Jato per avere dato ampio spazio alla nostra iniziativa. Io credo che parlare di esagerazione della nostra iniziativa e sì esagerato. Noi abbiamo visitato dei luoghi, li abbiamo fotografati, abbiamo visto che una zona umida è diventata un deserto e non perchè non piove, dove la vegetazione è stata sradicata ecc... Noi non abbiamo attaccato nessuno, abbiamo chiesto alle istituzioni di fare quello che già avrebbero dovuto fare. Io non sono un tecnico ma posso parlare di ciò che conosco e cioè del diritto. Noi abbiamo chiesto al Sindaco e al Consiglio Comunale di fare ciò che è loro dovere e cioè utilizzare il potere-dovere di controllo politico-amministrativo in base al D.Lgs. 267/2000. Magari avrai ragione tu, ma si deve entrare nel merito. L'amministrazione deve controllare per rassicurarci come cittadini e se tutto è regolare saremo ben felici, ma il controllo non è esagerazione ma è normalità. Attendiamo risposte!