domenica 29 luglio 2007

Scritture Erranti




Chiamavi amico, qualcuno che ti rispettava e ti faceva rispettare, qualcuno che non avresti mai fatto soffrire, può accadere che ti chiudi dentro di te e soffri enormemente, senza nemmeno avere il coraggio di chiedere il perché delle tue azioni....D'altronde il solo modo per conoscere gli altri è conoscere se stessi, ma se non si vuole fare...(Dario)

Sto attraversando un momento di bruciante velenoso conflitto con il mondo intero, che questa mia solenne solitudine è penetrata, grazie a dio, solo dalla telefonata della mia migliore amica e dai sorrisi di mia madre.

Vorrei dirle questo e molto altro, per esempio che non mi aspetti la sera sul balcone quando torno tardi!

Mi fa sentire in colpa e io mi inc..”(Stefania)

Lo scopo della mia vita è scrivere, mi proietta verso il cielo e lo rende infinito.
La scrittura come l'aria velenosa e crudele.
La scrittura mi si agita insoddisfatta e affilata nelle viscere, da sempre e per sempre.
Devo sembrare pazza.
La mia arte ( si fa per dire) mi domina, vano è tradurre l'infinito piacere che mi dà. Nei miei cassetti fogli dispersi. Disordine, odore di libri. (
Flavia)

Perchè si scrive?

Se esiste un parlare, perchè scrivere?
Maria Zambrano, nel testo “Verso un sapere dell'anima”,
dedica un capitolo a questo argomento e afferma: “Parliamo perchè qualcosa ci sollecita dall'esterno, da una trappola in cui ci cacciano le circostanze e da cui la parola ci libera. Grazie alla parola ci rendiamo liberi..”

Ma la parola non ci affranca del tutto, immediatamente dopo siamo travolti da altre circostanze.
La parola scritta, proprio perché cade con ordine, consente una riconciliazione con ciò che prima era stato trattenuto, perchè aveva necessità di essere oggetto di riflessione.
Le parole scritte, se trattenute, si spogliano della loro vanità, liberate scivolano delicate, svelando il loro segreto.
La parola rivela segreti nell'estasi e nella poesia
.
Allo scrittore la parola si rivela, ma non del tutto.
Egli esce dalla sua solitudine per comunicare il segreto.
Per Duccio Demetrio, nel testo Scritture erranti, l'autobiografia dà il piacere di ritrovarsi, ma soprattutto costituisce un'occasione formativa, di trasformazione di sé.
La scrittura come riconciliazione con se stessi e con il mondo, come atto di cura, di prendersi cura.
La scrittura autoanalitica, infatti, costitusce un contenitore per un pensare su di sé.
Non un chiudersi in sé, ma una ricerca di sè nel mondo, attraverso le relazioni con il mondo.
Un viaggio con tanti approdi.

Marguerite Duras ci consegna questa testimonianza della sua scrittura:
In casa scrivevo al primo piano, non scrivevo giù.
Dopo invece ho scritto nella grande stanza centrale del piano terreno per essere meno sola, forse, non so, e anche per vedere il parco.
C'è questo nel libro. La solitudine del mondo intero. Essa è ovunque, ha invaso tutto. Continuo a credere a questa invasione come fanno tutti. La solitudine è una cosa senza la quale non si fa niente, senza la quale non si guarda più niente..

La scrittura è l'ignoto..E' l'ignoto di sè, della propria mente, del proprio corpo.. (Scrivere,1993).

Un segno noi siamo, indecifrato

........

Lungo è il tempo, eppur si palesa

il vero..(Hölderlin, Mnemosine)


Antonia Arcuri





Nessun commento: