lunedì 30 luglio 2007

Corleone e il pregiudizio

Se di pregiudizio si parla emblematico è ciò che scatenano nelle menti delle persone le parole “Corleone e corleonesi”. Sessant’anni di triste storia, la storia dell’ascesa della mafia dei corleonesi, ha annientato centinaia di secoli di storia. La Corleone delle cento chiese, la Corleone dei Santi, la Corleone “Animosa Civitas” per il valore dimostrato in guerra. Tutto è stato cancellato o forse ricoperto dal fango della mafia. Ma anche sulla lotta alla mafia Corleone ha visto nascere uomini che hanno dato la vita, diventando leader in questa lotta a livello regionale. Com’è stato per Bernardino Verro che fu uno dei più importanti dirigenti del movimento dei fasci siciliani, movimento di fine 800 che chiedeva attraverso lo sciopero il miglioramento del contratto agrario. Verrò riuscì a diventare primo sindaco socialista di Corleone, ma in quel momento era diventato troppo potente, aveva un grosso potere sindacale, riuscendo a ledere gli interessi economici della mafia e ad ottenere anche il potere politico. Così fu assassinato nel 1915. Ma corleonese è stato anche Placido Rizzotto che dopo la seconda guerra mondiale è stato segretario della Camera del Lavoro di Corleone organizzando le lotte contadine e l’occupazione delle terre. Ma in un passato recente possiamo ricordare il movimento popolare sollevatosi dopo le stragi del 1992. Come Palermo, Corleone ha voluto dimostrare che il popolo non è con la mafia. In quel contesto storico il giovane Pippo Cipriani diventa sindaco di Corleone e inizia una sindacatura incentrata sulla lotta alla mafia. Il Comune si dichiara parte civile nei processi di mafia, la villa di Riina diventa scuola per i ragazzi dell’IPA che non avevano una struttura, la costruzione del CIDMA (centro internazione delle mafie e dell’antimafia) ecc... Ma molte altre cose sono nate a Corleone e non in altri luoghi. Allora la colpa di questo pregiudizio prima di tutto è dovuto al fatto che realmente Corleone, questo medio paese dell’entroterra siciliano, ha dato i natali ai più importanti e pericolosi boss della più potente organizzazione criminale dello Stato Italiano e cioè Cosa Nostra. Questo ha ispirato al regista Francis Ford Coppola nel realizzare la serie di film il Padrino che ha fatto conoscere in tutto il mondo Corleone. La storia non della vera Corleone ma quella distorta della finzione cinematografica di Hollywood. Aggiungiamo ciò che è stato fatto dai mass media che hanno davvero impersonalizzato Corleone = mafia. Chi può dimenticare quelle immagini di Corleone con il mulo e l’uomo con la coppola per voler dare l’idea di arretratezza non solo economica ma anche culturale. Ad ognuno di noi, corleonesi, è capitato di uscire dalla Sicilia e dire di essere di Corleone, subito vedi nell’interlocutore una reazione o di scherzo o perché no di timore. Scatta proprio quel pregiudizio istintivo prodotto da questo bombardamento mediatico. In questi ultimi anni dobbiamo dire che la situazione un po’ è cambiata, c’è molta più attenzione verso la Corleone del riscatto. Se ci riflettiamo, inconsapevolmente, anche Dialogos si è fatto portavoce della Corleone che non è solo mafia, lo ha fatto in questi cinque anni con il cartaceo e oggi anche con il sito che ci permette di fare conoscere gli altri corleonesi. I corleonesi onesti che lavorano, i corleonesi che lavorano nei terreni confiscati alla mafia e le tante realtà associative che lavorano a Corleone affinché questa terra possa essere migliore. Mi auguro che stiamo riuscendo anche noi a contribuire a scalfire questo pregiudizio sulla nostra Corleone.

Giuseppe Crapisi

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La realtà di Corleone è cambiata, con la presenza di Dialogos, del sito dell'Arci in Internet, con la presenza delle cooperative e delle associazioni,delle foeze progressiste presenti nel territorio, con la presenza dello stato, con l'entusiamo dei giovani e dei meno giovani, che desiderano una realtà nuova.
Tanta altra gente, sarà protagonista del mutamento!
I tempi sono maturi, è ora di ritornare a far politica attiva, nel senso dell'impegno sociale.
E' quello che sto tentantando di fare , per esempio, con la mia collaborazione al giornale.
Sono d'accordo con l'analisi di Giuseppe Crapisi. Antonia Arcuri

Anonimo ha detto...

anch'io sono daccordo con giuseppe e lo ringrazio per avermi trasmesso ancora una volta la voglia di cambiare corleone e di liberarla da troppi pregiudizi che la opprimono.
lorena

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Possiamo dire che la novità di questo blog e cioè la possibilità di commentare rende più interessante il sito e ci rende protagonisti di ciò che scriviamo. Comunque dovrò essere ripetitivo e cioè che non siete voi a doverci ringraziare ma siamo noi a doverlo fare. Grazie dei complimenti e di aver apprezzato l'articolo.

Giuseppe Crapisi